Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana è intervenuto durante la seduta del Consiglio regionale: “sono molto lieto di essere qui oggi, nella prima seduta consiliare del 2021 – ha detto – insieme ai nuovi componenti della Giunta regionale: la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi e l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Alessandra Locatelli”. “Fin dal loro primo giorno si sono messi al servizio della Lombardia, cominciando a lavorare intensamente sulle rispettive deleghe: vorrei perciò ringraziarli nuovamente per aver accettato, con disponibilità e senso di responsabilità, di far parte della mia squadra. Così come vorrei rinnovare in quest’aula il mio ringraziamento a Giulio Gallera, Martina Cambiaghi e Silvia Piani per il lavoro che hanno svolto in questi anni”. “Stiamo vivendo un momento decisivo per la nostra regione, e anche dall’entusiasmo e dalla determinazione della nuova Giunta passa il rilancio della nostra Lombardia. Con la scelta di questa nuova squadra, maturata in pochissimi giorni ed in un clima di collaborazione costruttiva con tutte le forze di maggioranza, ho voluto dare un segnale forte: serve un cambio di passo, per essere all’altezza delle grandi sfide che abbiamo di fronte nei prossimi mesi e nei prossimi anni”.

“Permettetemi però prima una sottolineatura, che non vuole essere polemica. In questi giorni abbiamo sentito pronunciare spesso, e forse in modo inappropriato e retorico, la parola ‘costruttori’. Non voglio entrare nel merito delle vicende nazionali: stamattina (forse) ne sapremo di più, in ogni caso mi auguro solo che questa fase di profonda incertezza finisca al più presto, perché il Governo del nostro Paese non può permettersi questa debolezza nel momento in cui deve vaccinare milioni di italiani e presentare all’Europa una proposta seria di Recovery Plan. Qui invece non abbiamo perso tempo in chiacchiere e polemiche ma, da buoni lombardi, ci siamo rimboccati le maniche e con rinnovato slancio abbiamo continuato a lavorare avendo in mente un solo, grande obiettivo: costruire il presente e il futuro per i nostri cittadini e le nostre imprese”. “Le sfide che ci attendono, lo sappiamo, sono impegnative, ma le affrontiamo nella consapevolezza che tutti insieme possiamo farcela: la Lombardia è il suo sistema economico, il suo tessuto produttivo, la sua anima sociale, la resilienza dei suoi cittadini, e su questi pilastri fondamentali poggia anche oggi la sua ripartenza”. “Costruire il futuro dunque significa innanzitutto saper guardare e saper affrontare alcuni grandi cambiamenti in atto, nel contesto di una nuova normalità che ha cambiato, e cambierà profondamente, il nostro modo di vivere”. “Il nuovo volto delle città, il rapporto tra gli ambienti urbani e quelli più periferici, la qualità della vita, le interconnessioni tra i diversi territori, la mobilità, le reti materiali e immateriali. I cambiamenti nelle dinamiche del lavoro, che la digitalizzazione ha accelerato in modo esponenziale portando con sé rischi e opportunità. Il rilancio della competitività e dell’attrattività dei nostri territori e delle nostre imprese, specie nei settori più duramente provati da questi mesi di difficoltà. La spinta che ricerca e innovazione hanno dato e possono dare al rilancio del sistema economico, con una diffusione più capillare sui territori che consenta di massimizzarne i benefici”.

Il nuovo modo di fare scuola e di far crescere i giovani e formare il capitale umano, per dare loro opportunità e per introdurli in un mondo del lavoro in continua evoluzione.
La sostenibilità come paradigma di un nuovo modello di sviluppo (Green New Deal è stato definito dall’Europa).
Senza dimenticare infine l’importanza di quella coesione sociale, fatta di reti di prossimità, volontariato, imprese sociali, enti culturali, che soprattutto a livello locale hanno rappresentato un fattore decisivo per sostenere la vita di tante persone e di tante famiglie in difficoltà”.

“Tra queste sfide, certamente il welfare è il primo fronte di attenzione. Abbiamo affrontato i durissimi mesi di pandemia con serietà e impegno, raggiungendo risultati importanti nel rallentare e contenere il virus, ma continueremo a mantenere alta l’attenzione per vincere la battaglia.
Ma allo stesso tempo stiamo lavorando per rivedere il Sistema sanitario nel suo complesso, a partire dalla revisione della L.R. 23, avendo soprattutto come obiettivo quello di potenziare il presidio sanitario sui territori.
E parallelamente per realizzare, nel modo più efficiente, il piano di vaccinazioni anti Covid che, a dispetto della vulgata diffusa dai media, ad oggi vede la Lombardia come prima regione in Italia sia per numero assoluto di vaccini somministrati, che in termini di somministrazioni giornaliere”. “Credo sia oggettivamente evidente che la Lombardia e i lombardi hanno fatto, e stanno facendo, la loro parte con responsabilità e spirito di sacrificio: per questa ragione ritengo che l’assegnazione della zona rossa sia fortemente, e ingiustamente, penalizzante per la nostra regione.
Come anticipato nei giorni scorsi abbiamo perciò presentato ricorso al TAR contro la decisione del Governo, e chiesto al Ministro di rivedere i parametri che regolano questa decisione, così impattante sulla vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese.
Mi auguro davvero che presto possa riunirsi di nuovo il Tavolo di confronto con le regioni per rivedere, con il ministro Speranza, i parametri di riferimento”. “Siamo anche ben consapevoli delle pesanti conseguenze che l’epidemia ha prodotto sulle nostre attività economiche. Il nostro impegno è quindi il rilancio di tutto il sistema produttivo, e le scelte così nette e coraggiose prese nei mesi scorsi lo testimoniano chiaramente”.

“I cantieri aperti per la realizzazione di opere pubbliche sono già oltre 2500, a conferma che il Piano Lombardia è stata una intuizione vincente: colgo pertanto l’occasione per ringraziare nuovamente il Consiglio regionale, che a dicembre ha voluto approvare l’ulteriore aumento di risorse da destinare agli investimenti previsti dal Piano, portandola a 4 miliardi.
Proseguirà anche il lavoro sul fronte degli Indennizzi, che hanno visto la Lombardia schierarsi al fianco soprattutto di quelle categorie di lavoratori autonomi e partite IVA rimaste penalizzate dagli interventi del Governo.
Molto possiamo ancora fare, e studieremo forme e modalità sempre più efficaci per sostenere artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, ristoratori, partite IVA che forse non sono molto amati dal Governo nazionale, ma che certamente rappresentano per la Lombardia la spina dorsale del sistema economico e produttivo”. “Per portare avanti tutti questo occorre però, e lo dico ai miei Assessori ma anche a tutto il Consiglio regionale, un cambio di paradigma nella nostra azione di governo, perché l’epidemia ci costringe a ripensare in profondità molti aspetti importanti della vita economica e sociale così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi”.  “E’ necessario mettere a fuoco e condividere una visione, che aiuti a declinare secondo una nuova gerarchia le priorità e gli obiettivi strategici, da perseguire con azioni sempre più sistematiche e trasversali per usare al meglio le risorse disponibili. A partire da quelle previste nella nuova Programmazione Europea 2021 – 2027 (stiamo ultimando la prima bozza dei nuovi POR FESR e FSE+) e da quelle straordinarie che saranno rese disponibili con il Recovery Plan (su cui, come sapete, continuo a chiedere al Governo un coinvolgimento delle regioni nei tavoli decisori)”.

“In questo senso vorrei anticiparvi che ho intenzione di rimettere mano in modo significativo al nostro Programma Regionale di Sviluppo. Adeguarlo e renderlo più efficace per affrontare, nella seconda metà della legislatura, i grandi cambiamenti che stiamo vivendo”. “Noi vogliamo costruire – ha concluso Fontana – una Lombardia moderna, connessa, sicura. Una regione per giovani (persone e imprese), una regione in grado di fornire opportunità economiche e di crescita umana e professionale. Una regione attenta alla sostenibilità e allo stesso tempo socialmente coesa. Regione Lombardia è pronta a fare la sua parte, nel ruolo che le spetta: essere la Lombardia, la locomotiva del paese. Questo è quindi il grande obiettivo su cui tutti siamo chiamati a lavorare. A costruire insieme con rinnovato impegno, pur in un confronto dialettico tra visioni e proposte diverse. Buon lavoro a tutti”. (LNews)

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