“Volevo essere una vedova”

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Che fine ha fatto Chiara, l’aspirante ma mancata gatta morta? L’abbiamo lasciata a trent’anni, senza uno straccio di fidanzato, e la ritroviamo a quarantacinque, ancora single. Com’è potuto accadere? Com’è arrivata a questa età senza sposarsi, fare figli, adeguarsi alla vita che sua madre e le zie, anche quelle degli altri, prevedevano per lei? Per capirlo Chiara si racconta, ai lettori e all’analista, ripercorrendo gli ultimi dieci anni: il trasferimento a Milano, dove sperava di accasarsi e invece ha trovato sciami di gay, il lavoro in una città che per certi versi le è ostile, i disastri sentimentali e il fatto che tutti, ma proprio tutti, persino il dentista o l’ortopedico, continuino a chiederle perché sia sola. Cosí, pur di non essere sottoposta al solito strazio, all’ennesima visita medica decide di spacciarsi per vedova, guadagnandosi uno status finalmente accolto dalla società. Se è vedova, allora qualcuno se l’era presa, anche se poi è morto!Chiara Moscardelli torna a farci morire dal ridere, mentre descrive un mondo che sulla felicità delle donne ha ancora molto da imparare.

Chiara Moscardelli è un’autrice di commedia quasi di culto. Ha pubblicato per Einaudi Stile Libero Volevo essere una gatta morta(2011), La vita non è un film (ma a volte ci somiglia) (2013) e Volevo essere una vedova (2019). Tra gli altri suoi libri, tutti usciti da Giunti, Quando meno te lo aspetti (2015), Volevo solo andare a letto presto (2016) e Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli (2018).

Ascolta l’intervista

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