Non è la prima volta che Diop Mustapha – muratore senegalese di 29 anni residente a Vardellino nel Bergamasco – viene accusato di violenza sessuale. Era già successo nel 2014, quando l’uomo era stato arrestato e condannato in via definitiva a un anno e due mesi per un’aggressione con palpeggiamento ai danni di una donna in un parcheggio di Osio Sotto (BG). In carcere quella volta aveva trascorso giusto un giorno (quello dell’arresto) per sospensione della pena. Stavolta però potrebbe trovarsi a scontarla per intero quella condanna, a cui si vanno ad aggiungere due nuovi episodi per i quali è ritenuto responsabile: il primo di questi riguarda una commessa di un centro estetico di Osio Sotto, stuprata e rapinata dall’africano nel mese di giugno. Il secondo avvenuto ad una settimana di distanza dal primo sempre nel comune del Bergamasco ai danni di una prostituta lituana, vittima anche lei delle violenze da parte di Mustapha. Ad incastrarlo, oltre che il riconoscimento all’americana effettuato dalla prima delle due ragazze, il test del DNA che ha confermato gli abusi sessuali commessi dall’uomo etichettato dai carabinieri come “violentatore seriale”.

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