Ri-Scatti, al Pac una mostra che racconta il carcere da dentro

I protagonisti sono i detenuti e gli agenti della polizia penitenziaria dei quattro istituti di detenzione milanesi: Opera, Bollate, San Vittore, Beccaria. La mostra fotografica è aperta al Pac fino al 6 novembre. Ingresso gratuito.

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Dal 9 ottobre al 6 novembre, per l’ottavo anno consecutivo, torna RI-SCATTI, il progetto ideato e organizzato dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano e da Ri-scatti Onlus, l’associazione di volontariato che dal 2014 crea eventi e iniziative di riscatto sociale attraverso la fotografia e promosso dal Comune di Milano con il sostegno di Tod’s.

La nuova edizione, patrocinata dal Ministero della Giustizia e realizzata in collaborazione con il Politecnico di Milano e con il Provveditorato Regionale Lombardia del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, si propone di raccontare le complessità, le difficoltà, ma anche le opportunità della vita negli istituti di reclusione, al di là delle semplificazioni e delle stigmatizzazioni, fornendo ai partecipanti uno strumento formativo e generando anche un confronto costruttivo e una sinergia concreta tra l’amministrazione cittadina, quella penitenziaria e le istituzioni culturali milanesi.

Quest’anno quindi i protagonisti assoluti sono stati i detenuti e gli agenti della polizia penitenziaria dei quattro istituti di detenzione milanesi: Casa di Reclusione di Opera, Casa di Reclusione di Bollate, Casa Circondariale San Vittore, IPM C. Beccaria. Undici mesi di corso, cento partecipanti (di cui sessanta detenuti e quaranta agenti di polizia), oltre 50.000 scatti fotografici realizzati, di cui 800 selezionati per essere esposti, e materiali video inediti ed esclusivi per raccontare la realtà delle carceri dal punto di vista diretto di chi le abita e di chi le vive per lavoro.
La mostra al PAC che conclude il progetto formativo è come sempre ad ingresso gratuito.

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