No Green Pass, nessun accordo sul corteo

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Gli organizzatori del corteo No Green Pass del sabato a Milano chiudono quasi definitivamente il dialogo nei confronti della questura, con cui sembrava volessero avviare un’interlocuzione in vista del 16esimo sabato di fila di marcia. Una rappresentanza ha inviato agli uffici di via Fatebenefratelli il preavviso con un percorso preciso e oggi la questura ha fatto sapere che era in corso una valutazione in attesa di una “interlocuzione” diretta. Prima che ciò potesse avvenire, i No Green Pass milanesi hanno diffuso un comunicato in cui parlano di “scorrettezza della questura” e avanzano richieste con il tono di una sfida. “Abbiamo comunicato un preavviso alla Questura per il corteo di sabato prossimo 6 novembre. Il nostro gesto distensivo, esclusivamente nell’interesse dei manifestanti, dev’essere stato mal interpretato da Fatebenefratelli, ovvero come un segnale di debolezza”, si legge nella nota ufficiale. “Infatti, oltre a definire irricevibile il nostro percorso nonostante il corteo sia già passato precedentemente e più volte in tutte le vie e davanti a tutti i luoghi sensibili indicati nel preavviso, il questore ha ritenuto di comminare un Daspo di 6 mesi dall’intera città di Milano ad un manifestante pacifico, guarda caso contestato oggi, per il corteo dell’11 ottobre”. Il provvedimento a cui fanno riferimento riguarda una misura amministrativa che non ha alcun legame con il corteo di sabato prossimo. “La scorrettezza della Questura nei nostri confronti ci spinge a comportarci nello stesso modo. Se loro desideravano una trattativa a porte chiuse, pensando di spingerci con l’intimidazione ad accettare un accordo umiliante, noi abbiamo deciso di scoprire le carte e di impegnarci di fronte a tutti i manifestanti milanesi a revocare il preavviso qualora non venissero tenuti in considerazione 3 punti fondamentali: il passaggio davanti al Duomo; il passaggio in corso Buenos Aires, a cui possiamo rinunciare solo in cambio del passaggio in corso di Porta Vittoria, davanti al Tribunale e alla Camera del Lavoro; la presenza di almeno 2 obiettivi sensibili tra Libero, Università Statale e Regione Lombardia. Nessun Aut-Aut all’Articolo 21 della Costituzione più bella del mondo”.

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