Poste, Cgil Monza, situazione grave e preoccupante

Il sindacato solleva una serie di problemi tra cui la mole di lavoro incontrollata di pacchi da recapitare che "sta mettendo in fibrillazione molti uffici"

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“Sono giorni difficili quelli che stiamo vivendo, ci toccano come persone e come sindacalisti nello stare accanto ai Lavoratori di Poste Italiane, coloro che in questo momento, nel silenzio generale, fanno parte delle categorie più a rischio contagio, eppure nonostante tutto, stanno dimostrando un grande senso di responsabilità, consci di lavorare in una azienda importante per l’impatto sociale sul sistema paese. La stessa azienda che non sempre si è dimostrata in grado di affrontare la crisi pandemica che sta mettendo a dura prova il paese” afferma Massimo Casucci segretario generale SLC CGIL Monza Brianza
“Nella provincia di Monza e Brianza si palesano ed evidenziano in questo momento, più che
altrove, la poca coerenza nella trasmissione delle disposizioni tra il centro e la periferia, il
pressapochismo e la continua ricerca di un visibilità personale di alcuni responsabili dei Centri di Distribuzione che approfittano della situazione per trarne benefici personali, mettendo troppo spesso a rischio la salute e la sicurezza dei Lavoratori.
Rispetto ai recenti e solenni proclami enunciati dall’Amministratore Delegato -Matteo Del Fante-, nonostante una “trimestrale” positiva con ricavi alle stelle in un periodo nefasto per l’economia italiana, la distribuzione di un acconto sul dividendo previsto per gli azionisti e l’annunciata acquisizione di NEXIVE, siamo ancora a denunciare le incapacità organizzative e gestionali del servizio di distribuzione e recapito postale nella nostra provincia.
In particolare si evidenziano: una gestione personalizzata da parte dei responsabili dei centri di recapito che non rispettano quanto previsto dal progetto di riorganizzazione joint delivery; uno sfruttamento incontrollato dei lavoratori con contratto a tempo determinato (CTD) che vengono di continuo minacciati di non ottenere il rinnovo del contratto in caso di
pretesa del rispetto delle regole contrattuali;  inviti forzati di presenza al lavoro l’8 dicembre, giornata di festività nazionale;  una mole di lavoro incontrollata di pacchi e corrispondenza da recapitare che sta mettendo in fibrillazione molti uffici e che costringono i Portalettere e gli addetti alle lavorazioni interne a un sovraccarico impressionante di lavoro con evidenti limitazioni dei normali livelli di sicurezza, la carenza di personale che, nei diversi ambiti aziendali, sta assumendo dimensioni preoccupanti, assieme all’incertezza sanitaria, stanno provocando forti ripercussioni sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
Stupisce enormemente il modus operandi dell’attuale Dirigenza Aziendale Centrale il cui compito precipuo dovrebbe essere quello di riaccelerare le “stabilizzazioni”, rispolverando gli accordi sulle Politiche Attive e di aumentare l’organico, garantendo la qualità del servizio in un periodo come quello pandemico, anche per battere l’agguerrita concorrenza dell’e-commerce e creare un reale vantaggio competitivo sul mercato.
La situazione attuale, nonostante l’allarme lanciato in passato, è molto preoccupante e grave, con evidenti ricadute sulla qualità del servizio che generano denunce e reclami da parte degli utenti / clienti.
Auspichiamo che l’azienda Poste Italiane non sfugga dai problemi che stiamo denunciando,
valorizzi la contrattazione territoriale, perchè la situazione in termini di organici e carichi di lavoro è ormai insostenibile”.

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