Si è tenuta a Milano, stamani, la manifestazione interregionale delle Regioni del Nord Ovest, del settore del Legno Industria di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil. Allo sciopero, informano i sindacati, adesioni in Lombardia superiori all’80%, con punte al 90-100%. Oltre 2mila, secondo i sindacati, i lavoratori in corteo che ha sfilato anche davanti alla sede di Federlegno, in Foro Buonaparte. “Abbiamo consegnato le nostre richieste insieme ai dati di partecipazione allo sciopero. La Lombardia – sottolinea i sindacati – registra la presenza di circa 5.000 aziende dell’industria legno, con un numero di addetti di oltre 30.000 e una produzione totale della filiera che arriva a pesare il 25% del totale prodotto in Italia di 8 miliardi. La Lombardia ha registrato un’adesione media allo sciopero di oltre l’80% degli addetti delle fabbriche, con punte anche del 90% e 100%. Una grande risposta degli oltre 10.000 lavoratori e lavoratrici, coinvolti nelle 150 assemblee svolte in Lombardia da Feneal, Filca e Fillea. Avere raggiunto e informato questo numero importante di lavoratrici e lavoratori ci ha consentito di mantenere alto il livello di attenzione sul percorso negoziale, facendo maturare in loro la consapevolezza che è fondamentale aderire allo sciopero, soprattutto quando le controparti non vogliono riconoscere il giusto salario e il miglioramento dei diritti contrattuali.
Abbiamo anche informato le Direzioni aziendali, per spiegare i contenuti della nostra piattaforma e i motivi della rottura del tavolo e per confutare le dichiarazioni di Federlegno che ha dichiarato una mancanza di disponibilità da parte nostra ad andare incontro alle loro esigenze. Questione assolutamente non vera !!! Noi abbiamo accolto le richieste della controparte di avere strumenti utili ad affrontare i picchi e flessi di lavoro, ma abbiamo anche chiesto di concordarli con le Rappresentanze Sindacali Unitarie. Il nostro Contratto già prevede ampio utilizzo di strumenti come la flessibilità e la multiperiodalità, oltre alla possibilità di assumere con contratti di somministrazione e a Tempo Determinato, ma certamente non siamo d’accordo se l’utilizzo di tali strumenti avvenga senza il coinvolgimento delle RSU e dei sindacati territoriali Infine abbiamo organizzato presidi davanti alle aziende del settore”.

Nella mattinata di oggi, fanno sapere ancora i sindacati, “si sono tenuti 8 presidi unitari davanti alle aziende dei territori vicini alla Città di Milano.
In queste settimane abbiamo parlato alla Stampa, abbiamo volantinato anche davanti alle piccole realtà aziendali di questo settore molto frammentato, che in Lombardia sono moltissime. Un universo difficile da raggiungere proprio perché fatto anche di medie e piccole realtà produttive, ma dove la manodopera è altamente specializzata. Ma anche nelle realtà meno sindacalizzate, siamo riusciti a far passare il nostro messaggio e anche da queste aziende ci risulta un’adesione eccezionale allo sciopero.
I lavoratori ci hanno ascoltato e lo prova la grande partecipazione alla Manifestazione di oggi a Milano che ha visto la presenza di almeno 2000 lavoratrici e lavoratori, uniti nella richiesta di rinnovare il Contratto Nazionale di Lavoro, uniti nella richiesta inviata a Federlegno di avere risposte dignitose, che riconoscano professionalità e diritti. Ora chiediamo a Federlegno di tornare al tavolo della negoziazione, ma con la volontà di rendersi disponibili a portare avanti una trattativa rivolta ad ascoltare le richieste contenute nella nostra piattaforma.
Chiediamo che si entri nel merito delle nostre proposte non stracciando la piattaforma, ma ascoltando le ragioni di lavoratori e lavoratrici del settore, che chiedono un salario dignitoso, maggiore formazione, salute e sicurezza, welfare; un’organizzazione del lavoro che tenga conto delle esigenze anche di vita famigliare e non solo quelle del lavoro; per i diritti di cura, di maternità e paternità, per un benessere organizzativo che sia all’altezza di aziende che, per stare nel mercato, dovranno pensare sempre più a innovare i loro processi produttivi e tecnologici , investendo nel contempo in una adeguata formazione professionale, all’altezza di questa trasformazione.
Investire sul lavoro di qualità è la via vincente ed è la vera sfida per le aziende del futuro.
Il legno arredo è uno dei settori più importanti per il Made in Italy, grazie alla professionalità e alla provata esperienza degli oltre 350.000 addetti che, in tutto il territorio nazionale, producono e vendono i mobili nati dalla creatività dei migliori designer e architetti e che ci consentono di sostenere un pezzo di economia importante del nostro Paese”.

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