Al Parco delle Groane lo spaccio si contrasta come a Rogoredo

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Sono 320 i contatti stabiliti nell’ambito del progetto di contrasto allo spaccio di stupefacenti nel Parco delle Groane attivo dal 24 settembre scorso. In prevalenza si tratta di uomini e di età comprasa fra i 25 e i 34 anni. Questo il dato emerso dalla riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che si è tenuto alla prefettura di Milano alla presenza del prefetto di Milano Renato Saccone, del prefetto di Como Ignazio Coccia, del prefetto di Monza e Brianza Patrizia Palmisani, dell’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera e dei rappresentanti dei sindaci della zona in esame tra cui Garbagnate, Bollate, Cesano Maderno, Mariano Comense. Presenti alla riunione anche esponenti delle compagnie ferroviarie e del Comitato Parco delle Groane. “In un mese e mezzo abbiamo avuto 320 contatti con 90 persone, soprattutto maggiorenni maschi italiani – ha commentato al termine della discussione Gallera -, e si è creato un rapporto importante perché ognuno di questi è stato visto almeno tre volte. Questo aggancio proattivo che abbiamo introdotto cambiando il modo in cui si gestiva il problema della tossicodipendenza sta dando grandi risultati”. Consegna di siringhe sterilizzate, distribuzione di un pasto caldo, assistenza medica e psicologica sono alcune delle strategie adottate dal nuovo approccio, nato dalla collaborazione fra istituzioni, strutture sanitarie e forze dell’ordine. “Stiamo introducendo i percorsi di sollievo, quindi la possibilità di dormire una notte in un luogo protetto, di farsi una doccia, di cambiarsi i vestiti, di avere un colloquio diretto con i nostri servizi – ha continuato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia -. Questi sono i meccanismi molto nuovi che abbiamo introdotto con il nuovo modo di gestire il tema della tossicodipendenza con cui speriamo di costruire, come abbiamo fatto a Rogoredo, delle uscite in maniera solida dalla strada della tossicodipendenza”. “Non esistono zone franche – ha dichiarato il prefetto di Milano Renato Saccone -. Abbiamo messo a punto un sistema coordinato e preso atto che già ci sono dei risultati importanti: si sono ridotte alcune presenze ed è stata posta una fondamentale attenzione sugli scali ferroviari, porte di ingresso nei parchi”. Secondo Saccone, l’azione di contrasto attiva su Rogoredo “non è una causa di spostamento, ma è invece un utile punto riferimento”. Un’azione che non si è ancora arrestata perché, ricorda il prefetto: “Non ci troviamo di fronte a delle emergenze ma a un problema, la tossicodipendenza, che in questo momento è in piena ripresa e che ci vedrà impegnati tutti i giorni in una strategia di lungo periodo”. (MiaNews)

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