Ancora uno scandalo su Sogemi, la società che gestisce l’Ortomercato. Ancora uno scandalo. Basta. Non se ne può più. Occorre che l’Amministrazione Comunale, una buona volta, abbia coraggio di riformare il settore dei mercati generali. Bisogna dirselo. Letizia Moratti, ai tempi in cui Beppe Sala era direttore generale, pensava di portare l’Ortomercato fuori da Milano, e costruire al suo posto la cittadella della giustizia. Progetto ambizioso ma fallito. Poi è arrivato Franco D’Alfonso, che sotto Pisapia pensava di portare l’Ortomercato nel nord Milano, all’incrocio con le autostrade e l’asse dei due aeroporti. Altro progetto ambizioso ma fallito. Poi non c’è stato più niente. Dell’Ortomercato non si è più parlato. E questo è un male. Perché quel posto è un problema per Milano, un problema che va risolto perché c’è illegalità. E l’illegalità è figlia della sua posizione, della mancanza di barriere fisiche, di controlli di ultima generazione, di telesorveglianza. Deve diventare una casa di vetro, l’Ortomercato. Da un punto di vista fisico (e ci vuole dunque un progetto urbanistico). E da un punto di vista amministrativo, controllato da un comitato severissimo, con appalti passati ai raggi x. Se Milano tollera l’Ortomercato, non è un gran Milan. E’ solo un gran cacciabal.

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