Imbrattato il Giardino dei Giusti inaugurato da Liliana Segre

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“Questa mattina ho portato una cara amica fiorentina in visita a Milano a vedere il Giardino di Giusti. La bellezza è stata rovinata da qualcuno, che nella notte, ha scritto “fuori le ruspe dal parco” sulla segnaletica verticale ma ancor più grave è la stessa mano ha deturpato le luci dell’Auditorium del Giardino dei Giusti appena inaugurato dalla nostra amata Senatrice Liliana Segre. Mi fate schifo. Come Municipio 8 faremo un esposto denuncia contro ignoti, la misura è colma”. Lo scrive in un post il presidente del Municipio, Simone Zambelli.

“Per me chi ha imbrattato stanotte il Giardino dei Giusti è peggio dei fascisti. I fascisti sono nostri nemici, li combattiamo e loro ci combattono”.  “Uno che deturpa il giardino inaugurato poche settimane fa dalla Sen. Liliana Segre per supposti motivi ambientalisti è molto peggio perché dimostra di avere una scala di valori così sballata da non comprendere che qualunque legittimo diritto di critica si ferma prima di deturpare un luogo così importante per la coscienza civile della nostra comunità, per di più in giornate così difficili dal punto di vista del rispetto rispetto a questi valori e alle persone che hanno promosso e realizzato questo luogo. Ora non ci resta che rimetterci a lavoro e sistemare le cose perché sia tutto a posto quando in settimana verrà dedicato un albero a Vaclav Havel”. Così l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran, in un post, commenta l’imbrattamento al Giardino dei Giusti.

“Deturpare l’anfiteatro del Giardino dei Giusti di Milano, da poco riqualificato e inaugurato, non è una provocazione qualunque. Perché non è qualunque il luogo né la tempistica con cui si è manifestata. La mano che ha imbrattato con vernice rossa un luogo simbolo di Memoria e pace della nostra città, in un momento così delicato per il crescente clima di odio che si sta registrando – con le odiose minacce alla senatrice Segre -, probabilmente non ha agito in maniera così casuale. Voglio inviare, perciò, tutta la mia solidarietà a Gariwo e al suo Presidente Gabriele Nissim, che sono certa non si faranno intimidire ma continueranno a far prevalere l’impegno per la pace e il contrasto ad ogni forma di odio”. Così in una nota la segretaria metropolitana del Pd Silvia Roggiani.

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