Si è avvalso della facoltà di non rispondere Gianluca Savoini, il leghista presidente dell’associazione Lombardia-Russia indagato per corruzione internazionale. “Al momento stiamo discutendo di un’inchiesta giornalistica trasferita in sede giudiziaria e noi preferiamo confrontarci sulle prove raccolte dal pm” sono le parole del difensore del leghista, il quale ha aggiunto “se durante l’inchiesta ci sarà un deposito di documenti in relazione a qualche attività istruttoria, Savoini potrebbe anche decidere di rendere interrogatorio”. Mancherebbe dal suo ufficio da “qualche giorno” Claudio D’Amico, il leghista assessore alla Sicurezza del Comune di Sesto San Giovanni considerato da più parti, insieme a Gianluca Savoini, come l’altro “uomo ombra”di Matteo Salvini in Russia. Ex parlamentare della Lega e attuale “consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale” del vicepremier Salvini, D’Amico è stato indicato da Palazzo Chigi come colui che ha “sollecitato” l’invito di Savoini alla cena del 4 luglio a Villa Madama in onore di Vladimir Putin.

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