Giornata della Memoria, a Milano 26 nuove pietre d’inciampo

Tante le iniziative in città per il 27 gennaio; dal Memoriale della Shoah al tram della memoria alle nuove pietre per ricordare 26 persone in 19 indirizzi diversi.

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Iniziative, luoghi e testimonianze per non dimenticare. “Per dimostrare che l’impegno di Milano continua”, secondo le parole del sindaco Giuseppe Sala. Oggi a Palazzo Marino sono state infatti illustrate alla presenza della senatrice a vita Liliana Segre e del presidente del memoriale della Shoah Roberto Jarach le iniziative del comune in vista della Giornata della Memoria. Un palinsesto ricco che non sarà limitato soltanto al giorno che ricorda la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz nel 1945. Al centro delle manifestazioni di quest’anno saranno le pietre di inciampo: saranno infatti 26 le nuove che verranno collocate in 19 indirizzi diversi sparsi per tutta la città. Sono nomi di uomini, donne, bambini, famiglie intere distrutte dall’odio. Molte di queste saranno svelate proprio il 27 gennaio, le restanti il 6 marzo in occasione della Giornata Europea dei Giusti. Dal 2017 ad oggi sono 171 le pietre d’inciampo collocate nella città, dopo la prima in memoria di Alberto Segre, padre della senatrice a vita. “Perché finalmente passano i tram con scritto “Giorno della memoria, Memoriale della shoah”? Perché ho rotto le scatole”, ha puntualizzato Liliana Segre in riferimento alla scritta posta sulla linea 9 che decorato con papaveri diventerà il “tram della memoria”. Segre infatti non ha mai smesso di battersi per una miglior segnalazione del memoriale, spesso sconosciuto ai più nonostante si trovi la stazione centrale. Ma è sulle pietre di inciampo che la senatrice a vita ha voluto soffermarsi. “È molto importante parlarne, portare i ragazzi a conoscere questi nomi. Perché il nome è essere se stessi: non a caso ai prigionieri veniva invece posto un numero – ha spiegato – Ecco, con le pietre di inciampo il giorno della memoria è sempre. In tutta Europa ci sono migliaia di pietre che invitano a fermarsi, a dire una preghiera. Per i miei genitori, quelle pietre sono per me la tomba che non hanno avuto”. Ricordare: è questa la preoccupazione più grande per Segre. E sulla quale non esita a dirsi “pessimista, perchè temo che alla fine ci sarà solo una riga su un libro di storia”. Il Memoriale della Shoah diverrà più noto la sera del 27 gennaio quando la senatrice a vita accompagnerà Fabio Fazio in una visita in quei luoghi di dolore trasmessa in prima serata sulla Rai. Un cauto ottimismo è stato invece manifestato dal presidente del Memoriale, Roberto Jarach. “Stiamo avendo 1.200 visitatori al giorno con oltre 1000 anche le prenotazioni scolastiche. A gennaio abbiamo registrato 14.000 presenze, a febbraio 15.000 e nel primo semestre 42mila. Credo che supereremo i 50.000 nell’anno scolastico: prima della pandemia erano 42.600 nell’anno scolastico 2018/2019, quindi con un aumento del 20%”. Inoltre, nelle giornate del 26 e 27 gennaio il memoriale offrirà visite gratuite nel corso delle quali il personale del luogo sarà coadiuvato dai detenuti del carcere di Bollate. Un invito ad una visione completa di quella che fu la pratica dei campi di concentramento è venuto anche dal presidente dell’ANED
(Associazione Nazionale Ex Deportati) Dario Venegoni. “Condivido il pessimismo di Liliana Segre. Se guardate in giro, vedete che non c’è università o studioso che si occupi della deportazione politica – ha spiegato – Nel nostro piccolo cercheremo di ricordare anche questa parte della storia della deportazione che rischia il completo oblio.
(ITALPRESS).

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