“A Milano erano sospesi amministrativamente circa 280 medici non vaccinati, di cui circa il 40% è andato in pensione. Gli altri ora rientrano a pieno titolo. Ma secondo me il rientro non risolve la carenza di personale, che riguarda migliaia di persone in Italia e che è ben più importante e atavica. Si conosceva già da tanti anni e ci voleva una programmazione diversa. Nel 2024 – 2025 ci sarà il picco di uscita dalla professione con una carenza di migliaia di persone”. Così il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, in merito ai medici non vaccinati rientrati al lavoro a Milano a seguito del decreto legge del governo. “A Milano durante la pandemia abbiamo fatto provvedimenti per circa 500 – 600 colleghi non vaccinati – ha precisato poi – . Di questi molti sono rientrati o perché si sono vaccinati o perché si sono ammalati oppure hanno presentato l’esenzione”. Rossi ha precisato che per i sanitari interessati “non c’è stata nessuna multa” e che “sarà compito delle direzioni sanitarie stabilire in quali reparti verranno reinseriti”.

“Nel programma di chi è stato eletto c’era scritto che le misure contro i medici non vaccinati erano troppo draconiane in una fase di minor aggressività della malattia. Quindi se si parla di un’attuazione del programma si può dire che è una decisione politica”. Così poi il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, ha risposto ai giornalisti che gli domandano se il provvedimento del governo che reintegra al lavoro i medici non vaccinati è una decisione politica. In merito a ‘un eventuale rischio che i sanitari non vaccinati sconsiglino la vaccinazione ai pazienti’, Rossi ha commentato: “Non so, i medici hanno il dovere dire le cose giuste dal punto di vista scientifico, che siano sì vax, no vax o quello che vogliono. Se non facessero così sarebbe grave, i dati vanno presentati in maniera corretta”. Sui numeri che indicano un crollo delle somministrazioni delle quarte dosi a seguito del provvedimento, ha sottolineato: “Non so se le due cose siano correlate ma viene da pensare che lo siano. È sicuramente un aspetto che mi preoccupa”. “Sicuramente il provvedimento del governo è di natura legislativa e non è pensabile che questo metta in crisi le vaccinazioni. Il ministro Schillaci l’ha già detto: noi siamo assolutamente consapevoli che le vaccinazioni sono importanti e continuiamo a dire di farle. Sotto questo aspetto ho visto molto buonsenso”, ha concluso il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano.

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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