I Capuleti e i Montecchi diretto da Speranza Scapucci alla Scala

Martedì 18 gennaio sul podio scaligero ci sarà Speranza Scappucci e non Evelino Pidò che ha dovuto sospendere per motivi legati all’emergenza sanitaria la sua partecipazione alla produzione dell’opera.

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di Clizia Gurrado

Una sostituzione a pochi giorni dalla messa in scena de “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini, nel bel mezzo delle prove. Così domani martedì 18 gennaio sul podio scaligero ci sarà Speranza Scappucci e non Evelino Pidò che ha dovuto sospendere per motivi legati all’emergenza sanitaria la sua partecipazione alla produzione dell’opera.

Per la direttrice romana dal 2018 alla testa dell’Opéra Royale de Wallonie, è un debutto anticipato perché la data della sua “prima” al Piermarini era fissato per il prossimo maggio con tre concerti con la Filarmonica per la Stagione Sinfonica del Teatro.

Debutto anche per il regista Adrian Noble mentre le protagoniste Lisette Oropesa e Marianne Crebassa affrontano per la prima volta i rispettivi ruoli di Giulietta e Romeo. Con loro Jinxu Xiahou (Tebaldo), Michele Pertusi (Lorenzo) e Jongmin Park (Capellio). L’opera di Bellini, che manca dal palcoscenico scaligero dal 1987,va in scena per 5 rappresentazioni dal 18 gennaio al 2 febbraio.

Quando Vincenzo Bellini compone I Capuleti e i Montecchi per la Fenice nel 1830 ha 29 anni: è la sua sesta opera (o settima a seconda che si conti separatamente Bianca e Gernando, la seconda versione di Bianca e Fernando) e precede i capolavori più noti: La sonnambula e Norma sono dell’anno successivo, I Puritani del 1835.

L’opera colpisce per nobiltà e aderenza alla parola poetica del canto e nel finale sorprende con “la lunga scena del sepolcro ispirata al principio della massima flessibilità formale, che permette di seguire momento per momento i trapassi psicologici del personaggio principale” (Toscani).

Speranza Scappucci è regolarmente invitata nei maggiori teatri europei e americani e dal 2017 è alla guida dell’Opera de Wallonie di Liegi, dove ha recentemente diretto un’acclamata produzione di Eugenio Onegin e dove tornerà a giugno per Simon Boccanegra. In Italia ha diretto opere all’Opera di Roma, al Regio di Torino, al Festival Rossini di Pesaro e concerti con l’Orchestra del Maggio Fiorentino e la Toscanini di Parma, mentre all’estero è stata impegnata tra l’altro al Liceu di Barcellona, all’Opernhaus di Zurigo, al Mariinskij di San Pietroburgo, al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, al Théâtre du Capitole di Tolosa, al New National Theater di Tokyo e alle opere di Washington, Los Angeles, Santa Fe, oltre a dirigere tre produzioni e il Ballo dell’Opera alla Staatsoper di Vienna. Tra i prossimi impegni l’apertura delle Mozartwochen al Mozarteum di Salisburgo, L’elisir d’amore alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino e Attila al Covent Garden di Londra. Il 2, 5 e 9 maggio dirigerà la Filarmonica della Scala, nella Stagione Sinfonica, in musiche di Schubert, Mozart e Mendelssohn-Bartholdy.

Speranza-Scappucci e Orchestra Scala. (Foto Brescia e Amisano)
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