Oltre 50 piazze per l’approvazione rapida e senza modifiche del Ddl Zan

Sono già oltre 50 le piazze confermate per la mobilitazione che nel prossimo fine settimana - il 15, 16 e 17 maggio - chiederà l'approvazione rapida e senza modifiche del DDL Zan.

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Sono già oltre 50 le piazza confermate per la mobilitazione che nel prossimo fine settimana – il 15, 16 e 17 maggio – chiederà l’approvazione rapida e senza modifiche del disegno di legge per la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità, conosciuto come DDL Zan. “Legge Zan e molto di più: non un passo indietro” è lo slogan scelto per la mobilitazione. Sabato 15 maggio le associazioni lgbti, tra cui Arcigay, scenderanno in piazza ad Alessandria, Ancona, Avezzano, Aosta, Bari, Bergamo, Bolzano, Cagliari, Caserta, Castiglione delle Stiviere, Catania, Chieti, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Firenze, Frosinone, L’Aquila, Lecce, Modena, Padova, Pavia, Pesaro, Piacenza, Pisa, Pomezia, Potenza, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Siena, Taranto, Trento, Udine, Varese, Verona, Vicenza, Viterbo, Vittoria. Domenica 16 maggio sarà la volte delle piazze di Latina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Palermo e Salerno. Lunedì 17 maggio si manifesterà infine a Messina e Piombino. “In Italia, il Paese è molto più avanti della politica: lo diciamo da sempre e siamo certi che anche in questa contingenza, cioè nel dibattito sull’approvazione della legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo, la politica tenga in ostaggio l’iter legislativo per una dinamica autoreferenziale che non ha nulla a che fare con il paese reale”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: “E questo lo dimostra la marea di fake news che circolano su questo tema, manovrate ad arte per confondere l’opinione pubblica. Il punto è molto semplice: la violenza e la discriminazione nel confronti delle persone lgbti, delle donne e dei disabili è un crimine d’odio e in quanto tale servono aggravanti per sanzionarlo e azioni per prevenirlo. Perché un crimine d’odio non colpisce solo la vittima contingente ma lancia un messaggio intimidatorio a un intero gruppo sociale: “nasconditi altrimenti lo facciamo anche a te”. Da sempre le persone lgbti sono in larga maggioranza costrette a vivere nell’ombra per mettersi al sicuro dalla violenza e dalle discriminazioni: pretendiamo la nostra libertà, questo è il compito ineludibile a cui è chiamato il nostro Parlamento”. L’elenco aggiornato delle piazze con luoghi e orari è disponibile sul sito: https://leggezanemoltodipiu.nonunpassoindietro.it/le-piazze/

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