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Ramelli, saluti romani e assembramento

Anpi condanna i saluti romani alla cerimonia di ieri a Milano per ricordare Sergio Ramelli lo studente del Fronte della Gioventù morto il 29 aprile 1975 dopo un'aggressione da parte di esponenti di Avanguardia Operaia.

Centinaia di persone, 800 secondo gli organizzatori, hanno pertecipato ieri alla commemorazione di Sergio Ramelli lo studente del Fronte della Gioventù morto il 29 aprile 1975 dopo un’aggressione da parte di esponenti di Avanguardia Operaia. Presidio in ricordo anche di Carlo Borsani e Enrico Pedenovi. Alla cerimonia, ci sono stati numerosi saluti romani. I manifestanti si sono trovati a partire dalle 18 in tre luoghi non distanti dalla via dove sorge il murales per Ramelli, in via Paladini, luogo del ferimento mortale. Molti assembrati e senza mascherine.  Nel pomeriggio, in via Goldoni, si è svolto anche un presidio antifascista con alcune decine di persone. Non si è verificata alcuna tensioneL’Anpi di Milano esprime “ferma condanna per le centinaia di saluti romani e per le chiamate del “presente” nel corso del presidio svoltosi nella serata del 29 aprile a Milano, promosso da organizzazioni neofasciste”.. “La tragica vicenda del giovane Sergio Ramelli è sfociata nel corso degli anni in manifestazioni di aperta apologia del fascismo. Chiediamo alle autorità di individuare gli autori di tali vergognosi episodi che avvengono, ogni anno, a soli pochi giorni dalla ricorrenza della Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo”, afferma Roberto Cenati, presidente dell’ Anpi provinciale di Milano

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