I lavoratori di giostre e circhi hanno manifestato oggi a Milano e in altre dieci città italiane per chiedere l’attenzione delle istituzioni verso un settore, quello degli “spettacoli viaggianti”, che è fermo da un anno a causa della pandemia e versa in gravi condizioni economiche. Diverse centinai di persone, con tanto di cartelli e palloncini in una piazza Duomo trasformata in un piccolo Luna Park, hanno chiesto di potere ripartire.  “La situazione è difficilissima –  spiega Vincenzo La Scala, segretario generale nazionale SNISV-FeLSA-Cisl -, siamo fermi da quasi un anno. Si va avanti per passione, molte attività sono condotte da famiglie che svolgono questo mestiere da generazioni, e non so fino a quando potranno resistere. Occorre potenziare i sostegni. Vogliamo tornare a lavorare, almeno nelle zone Bianche e Gialle, nel rispetto delle regole di sicurezza”. In Italia il settore conta circa 7.500 imprese, fra piccole, medie e grandi, e dà lavoro a circa 40mila addetti. Gli operatori lamentano l’esiguità dei ristori ricevuti, a fronte anche degli impegni economici che devono sostenere: tasse, assicurazioni, eventuali rate per chi ha rinnovato le attrezzature. “Le giostre – aggiunge La Scala – danno lavoro a tante persone, procurano un indotto economico anche locale e soprattutto generano allegria e divertimento. Lo Stato ci classifica come attività non essenziali, ma io penso che un’attività che porta socialità, fantasia, vitalità e un sorriso sul viso dei bambini, sia da considerare più che essenziale”. I sindacati chiedono l’apertura di un confronto con le istituzioni, con cui i rapporti non sono sempre facili, anche in periodi pre-Covid. La questione spesso sul tappeto riguarda le aree pubbliche da mettere a disposizione per la posa delle attrazioni. Un aspetto che molto amministrazioni comunali vivono come un problema e non come una opportunità.

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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