Sciopero mezzi, metropolitane chiuse

Dalle 18 chiuse le metropolitane fino al termine del servizio.

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Dalle 8.45 hanno chiuso le metropolitane. Riduzioni della circolazione di bus, tram e filobus. Dalle 15 tutte le linee metropolitane e di superficie tornano in normale servizio fino alle 18. Lo comunica Atm, nel giorno dello sciopero nazionale del trasporto pubblico locale indetto dai sindacati per il rinnovo del contratto.

Aggiornamenti:

“Dalle 18 chiudono le metropolitane fino al termine del servizio. Riduzioni della circolazione di bus, tram e filobus. In normale servizio i bus della rete notturna”: lo riferisce Atm aggiornando sullo sciopero nazionale del settore trasporti.

“L’adesione media allo sciopero del trasporto pubblico locale indetto dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa, Cisal, Ugl, è stata del 90%. 100% l’adesione da parte del personale di ATM delle linee metropolitane(completamente ferme) e 70% quello delle linee in superficie”. Lo comunica una nota congiunta delle rappresentanze sindacali. “Al centro della mobilitazione il mancato rinnovo del contratto fermo al 2017 e l’esigenza di una riforma del settore. – spiegano i sindacati – In Lombardia una ragione in più: la totale assenza della regione in un servizio essenziale per i cittadini”.Per Luca Stanzione, segretario generale Filt Cgil Lombardia, “Regione Lombardia assumendo un’atteggiamento miope, non ha mai voluto affrontare problemi come la riorganizzazione dei trasporti in base all’indice di riempimento,la distribuzione delle risorse economiche alle aziende colpite dalla pandemia e la gestione anticipata degli effetti della crisi che avranno un forte impatto su imprese e occupazione”. Secondo Giovanni Abimelech, segretario generale Fit Cisl Lombardia, evidenzia “l’indifferenza delle aziende sul confronto del rinnovo contrattuale dopo che molto lavoratori sono stati messi in cassa integrazione, sospesi o hanno visto ridotto il proprio reddito”. Antonio Albrizio, segretario generale Uiltrasporti Lombardia, sottolinea la “necessità di un coordinamento complessivo. Non si può indebolire ulteriormente il settore che presenta tutta una serie di piccole imprese prive della capacità di affrontare forti investimenti”.

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