Addio a EDDIE VAN HALEN, uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi

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Questa volta non è uno scherzo… la triste notizia è stata confermata dal figlio attraverso le pagine social ufficiali: il leggendario EDDIE VAN HALEN non c’è più, a 65 anni ha perso la sua lunga battaglia contro un tumore alla gola che lo ha consumato poco a poco. Talmente lunga che è stato dato per spacciato più e più volte negli ultimi 5 anni ma lui no, non voleva arrendersi.

D’altronde solo un uomo di carattere avrebbe potuto stravolgere le regole del gioco e dettarne di nuove, proprio come lui ha fatto imbracciando la sua chitarra e cambiando il corso degli anni ‘70. Lui era un Dio della sei corde. Adorava Eric “Slowhand” Clapton, ma anche correre veloce su quel manico era una tentazione irresistibile per lui. A metà anni ’70 rivoluzionò il mondo del rock con uno stile virtuoso e scattante ma al completo servizio della canzone. Ha fatto epoca, tutt’oggi all’avanguardia e senza tempoUn’ERUZIONE di talento, di quelli che si contano sulle dita di una mano che influenzato legioni di musicisti. Eddie era il maggior compositore della band e senza dubbio il fulcro e il guizzo del loro successo, dal 2007 riconosciuto anche dalla Rock And Roll Hall Of Fame. Per chi scrive, il più grande di tutti… anche nella sua umiltà: “Non so un cazzo di scale né di teoria musicale!“, dichiarò a Rolling Stone nel 1980. “Non ho mai imparato a leggere la musica. Non voglio essere la chitarra più veloce del west, non è una gara. Tutto quello che so è che la chitarra rock, come quella blues, dev’essere melodia, velocità e gusto e, ancora più importante, emozione. Io voglio solo che il mio modo di suonare trasmetta alle persone qualcosa, che sia gioia, commozione o meglio ancora eccitazione!”. Ecco, magia pura, non la sapeva leggere ma la sapeva senz’altro scrivere la musica… Guitar Hero d’eccezione, un fuoriclasse, genio assoluto, il “Paganini dell’elettrica” come lo chiamavano in tanti.

Nato ad Amsterdam (e di lì a poco rilocato a Nijmegen) il 26 Gennaio 1955, da una famiglia di musicisti (il padre Jan pagò il viaggio di trasferimento della famiglia dall’Olanda agli USA suonando sulla nave, del jazz), per ironia della sorte aveva iniziato come batterista a 7 anni, ma mentre consegnava giornali dopo la scuola per pagarsi il suo primo kit, il fratello Al imparava a suonarla meglio di luiPassò alla chitarra a 12 anni e il resto è storia della musica… Il suo sorriso smagliante era lo specchio della sua grande passione, la sua curiosità e la sua ambizione erano il motore del suo talento, e poi c’era quella sua naturalezza disarmante...

È morto questa mattina 6 Ottobre 2020 al St John’s Hospital di Santa Monica dove era ricoverato da giorni. La moglie Janie era al suo capezzale, e anche la ex moglie Valerie con il figlio Wolfgang e naturalmente l’inseparabile fratello Alex, batterista dei VAN HALEN ed eterno complice.

Nelle ultime 72 ore le condizioni di salute di EVH sono precipitate improvvisamente. Dopo accurate analisi i medici hanno capito che il cancro nelle ultime settimane si era purtroppo diffuso al cervello e ad altri organi vitali, nonostante il recente ciclo di chemio. Di recente era in cura anche per una forte irritazione all’intestino dovuta ai farmaci. Pare che da anni facesse regolarmente la spola California-Germania per sottoporsi alle cure specialistiche di un luminare. Le irresistibili sigarette che fumava anche on stage, il colorante (tossico?) dei plettri che per vezzo metteva in bocca gli avevano già causato un brutto male alla lingua, esteso al palato, che sembrava sconfitto…

Il figlio Wolfie, dal 2006 bassista dei Van Halen, ha condiviso il suo dolore immenso: Non riesco a credere a quello che mi trovo a dover scrivere ma mio padre Edward Lodewijk Van Halen, ha perso la sua lunga e difficile battaglia contro il cancro. Era il miglior padre che potessi desiderare. Ogni istante che ho condiviso con lui sul palco e nella vita è stato un dono del cielo. Ho il cuore spezzato e penso che non mi riprenderò mai completamente da questa perdita. Ti amo troppo, Papi”.

A seguire un video molto toccante tratto dal Summer Tour USA 2004 con Eddie e Wolfgang sul palco per la prima volta insieme sulle note di “316”, il dolcissimo strumentale che Eddie aveva composto inspirandosi proprio alla data di nascita (16 Marzo 1991) del figlio, avuto dall’attrice Valerie Bertinelli, sua sposa dal 1981 al 2007 quando divorziarono per incompatibilità legate alla dipendenza da alcol di Eddie.

 

I Van Halen nascono a Pasadena nel 1972 col nome di Mammoth, inizialmente come Top 40 cover band e non a caso il loro primissimo successo fu proprio un remake di “You Really Got Me” dei Kinks. A scoprirli nel 1976 e a finanziare il loro primo demotape di inediti fu Gene Simmons dei KISS, rimasto talmente colpito dall’innovativo tapping a due mani di Eddie da suggerirgli di suonare dando le spalle al pubblico finché non lo avesse depositato… intuizione puntuale, visto che poi lo copiò un’intera generazione di shredder! E c’era anche quell’uso sapiente degli armonici artificiali e della distorsione… un innovatore che costruiva da sè le sue chitarre customizzate: iconica la Frankenstrat“un mostro che ho creato con le mie mani nel 1974 mettendo assieme il corpo di una Strato e il manico di una Charvel comprati usati per pochi spicci, più un ponte Floyd Rose, inizialmente Vibrato Bar, e i pick up di una Gibson ES-335 per avere la potenza del Gibson sound in un corpo Fender… the best of both worlds! Le strisce le ho applicate con del semplice nastro adesivo ed era fatta”, raccontava orgoglioso.

Fu commercializzata negli anni in edizione signature replica dalla Kramer, dalla Fender e infine dalla sua compagnia, la EVH Guitars, in tutte le versioni bianconera, giallonera e rossobianconera. La Peavey commercializzò invece dal 1996 il modello EVH Wolfgang, che Eddie ha voluto dedicare a suo figlio. Ha trattato anche i suoi amplificatori, da lui potenziati sovraccaricando le valvole e spesso bruciati senza pietà in nome del rock’n’roll, col “brownsound“… e col volume rigorosamente a tuono! A lui non però interessava venderli, non fu questo lo spirito iniziale: Ed voleva essere un tiratore scelto con le sue armi di fiducia, un semplice inguaribile perfezionista che voleva creare “il suo suono” che andasse a braccetto col suo stile e lo elevasse. Si può dire che EVH si sia proprio costruito il successo con le sue stesse mani

Accanto ai due fratelli nella line up classica, c’erano Michael Anthony al basso e il frontman David Lee Roth. La band venne proiettata nel firmamento delle stelle del Rock direttamente con l’album d’esordio del 1978, un classico imprescindibile dell’hard rock, un autentico gioiello. Prodotto da Ted Templeman, e registrato in sole tre settimane con un budget di 40.000 dollari, Van Halen 1 è diventato una pietra miliare da oltre 10 milioni di copie vendute nei soli USA, certificato col Disco di Diamante. Nel 1994, Guitarist Magazine l’ha classificato come il 2º album dalle chitarre più influenti di tutti i tempi (al 1° posto un’altra leggenda, Jimi Hendrix). I Van Halen, tra i più conosciuti e apprezzati nel rock duro, hanno inciso 12 album da studio e 2 live vendendo a livello globale oltre 60 milioni di dischi.

Eddie nel 1983 si era anche costruito il suo studio casalingo a Los Angeles, il famoso 5150, la sua tana preferita dove trascorreva tante notti e anche giorni interi dimenticandosi perfino di mangiare. La stessa sigla aveva inoltre battezzato l’esordio su disco dei “Van Hagar” nel 1986 e anche le testate signature Peavey 5150 dal 1992 in poi. Una curiosità: 5150 è il codice usato dalla polizia californiana per far riferimento alle persone con disturbi mentali.

Tra le loro hit più famose Ain’t Talking ‘Bout Love”, “Runnin’ With The Devil”, “And The Cradle Will Rock”, “Unchained”, “Jump” (con Eddie che lanciò uno dei riff “di tastiere synth” più noti di sempre!), “Panama”, “Hot For Teacher” e dal 1985 con Sammy Hagar alla voce Dreams”, “When It’s Love”, “Poundcake”, “Can’t Stop Loving You”, “Right Now

Tra le poche collaborazioni di Eddie con altri artisti, spicca senz’altro quella con Michael Jackson sul brano“Beat It” di cui Eddie incise l’assolo leggendario, addirittura in una sola take… talmente spontaneo che Steve Lukather – dei Toto, ma anche turnista di lusso che aveva registrato le ritmiche del pezzo – dovette poi adeguarsi alle misure e alla tonalità dell’assolo in quel punto della canzone. Stiamo parlando di Thriller”, l’album pop rock più venduto della storia della musica, eppure Eddie non chiese alcun compenso per quel “lavoro”. E questo la dice lunga su quanto Sua Maestà EVH avesse la musica nel sangue al di là del successo, era proprio un animo gentile, del tutto devoto alla sua vocazione… Per ironia della sorte poi fu proprio Thrillerad impedire all’album dei VH “1984” (quello di “Jump”!) di raggiungere la posizione Numero 1 di Billboard quell’anno, ma questa è un’altra storia…

I Van Halen si sono esibiti in Italia soltanto tre volte durante la loro carriera, solo con Hagar alla voce: il 1 Aprile 1993 al Palaghiaccio di Roma, il 2 Aprile 1993 al Palatrussardi di Milano (tour di “FUCK”) e in uno showcase di lancio dell’album “Balance”, al Factory di Milano il 30 Gennaio 1995: fu uno degli unici tre live promo organizzati quell’anno a livello mondiale, esclusivamente ad inviti (di color oro)… e io c’ero! Fecero anche un’ospitata storica in playback al Festival di Sanremo nel 1982, con Roth. Nel 1998 furono invece costretti a cancellare una serie di concerti in Europa, tra cui quello previsto il 13 Giugno al Palastampa di Torino, a causa di un infortunio occorso al batterista Alex, gravemente ferito qualche giorno prima ad Amburgoin seguito alcrollo di un’americana di luci sul palco. Si trattava di un “Monsters Of Rock” festival organizzato da Barley Arts e dal cast ricchissimo, che vedeva protagonisti tra gli altri anche i Deep Purple (divenuti poi gli headliners),Dream Theater, Saxon, Joe Satriani e Michael Schenker.

E a proposito di tour, nel corso dell’anno scorso si era ventilata la possibilità di una seconda reunion della formazione originale, Anthony compreso (da 15 anni sostituito dal figlio di Eddie) mai concretizzatasi purtroppo, pare proprio a causa dei problemi di salute di Eddie. A Settembre 2019 il cantante David Lee Roth aveva placato ogni entusiasmo con una dichiarazione sibillina delle sue: Penso che i Van Halen siano finiti, definitivamente, il mio progetto solista è la fase successiva. Detto questo, Eddie ha la sua verità da raccontare ma non sta a me aggiungere altro”. 

Grazie di tutto Eddie…

E ora Olandese Volante vola ancora più in alto… la tua stella luminosa non si spegnerà mai!

Una perdita inestimabile che lascia un vuoto incolmabile in un mondo, quello del Rock, che è tragicamente sempre più decimato

 

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