Per fine anno potrebbero essere almeno 300 mila le donne e gli uomini che perderanno il lavoro o che vedranno tagliato drasticamente il loro reddito. Occorre intervenire rapidamente per contenere le disuguaglianze e le tensioni sociali, già presenti in un modello di crescita a due velocità, ora ancor più aggravate per numero e consistenza.” Lo scrivono in una nota i segretari milanesi di Cgil, Cisl e Uil con la quale chiedono al sindaco Sala di porre la questione al governo. Per i sindacati “la Città metropolitana milanese, per le sue connessioni nazionali e internazionali, è sia motore trainante che banco di prova decisivo di come si uscirà dalla crisi in una prospettiva di cambiamento. Per questo è necessario che, nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza 2021/2023 finanziato con i fondi europei, si definisca un Piano di ripresa, innovazione e sviluppo per Milano e la sua area metropolitana. Un piano che, oltre il al blocco dei licenziamenti e l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, intervenga sul mercato del lavoro per salvaguardare l’occupazione e crearne di nuova” . Secondo i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Milano, Massimo Bonini, Carlo Gerla e Danilo Margaritella “Milano legittimamente è da sempre considerata città europea. I suoi risultati produttivi, occupazionali, di qualità di servizi e di risposta ai bisogni dei cittadini le hanno garantito questo titolo a pieno diritto. Per conservare e potenziare un simile risultato, anche nei prossimi difficili mesi, serve un Piano mirato, che veda concorrere tutte le risorse disponibili ai vari livelli territoriali ed europei per lo stesso fine. Sollecitiamo il Governo a intervenire con misure e politiche concrete che facciano sentire il loro effetto immediato e che favoriscano la crescita e lo sviluppo nel medio e lungo periodo. Il sindacato confederale è pronto al confronto e a dare il suo contributo.”

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