Il Pd a Milano si allarga, 58 ingressi dall’area “arancione”

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“Stare insieme, per cambiare” è l’appello sottoscritto da 58 milanesi e lombardi provenienti dall’area ‘arancione’ – che negli ultimi anni ha fatto riferimento a Giuliano Pisapia, prima per le elezioni del 2011 e poi con l’esperienza di Campo Progressista -, annunciando, in una conferenza stampa questa mattina a Palazzo Pirelli, il loro ingresso nel Partito Democratico.
“Si compie in questo modo un percorso che va avanti da diversi mesi, dopo Piazza Grande. Decine di persone vogliono entrare nel Pd, sono persone che hanno fatto parte del centrosinistra in questi anni non solo con un’esperienza partitica”, ha spiegato Marco Furfaro, responsabile Comunicazione del Pd nazionale. Pietro Bussolati, consigliere regionale lombardo, ha sottolineato “i gravi errori della regione Lombardia durante l’emergenza Covid e anche per questo ora l’unità è importante”. Ad annunciare il suo ingresso del Pd anche Natascia Tosoni, consigliere comunale di Milano Progressista, che ha spiegato che “questo spirito di unità verrà traslato anche nel mio impegno tra i banchi del consiglio comunale”. Entrano nel Pd anche Alessandro Capelli, già portavoce di Campo Progressista, Tiziana Galvanini, presidente dell’Associazione Borgo di Chiaravalle e Luca Gibillini, già consigliere comunale e coordinatore della campagna di Pisapia alle Europee. “Contento dei nuovi ingressi” sì è detto Vinicio Peluffo, segretario regionale del Pd lombardo.
Ad intervenire anche il segretario nazionale Nicola Zingaretti con un videomessaggio: “Milano è una città fondamentale del nostro paese e avere lì una forza come Pd più ricca plurale è una bella soddisfazione. Una forza che va ben oltre i confini della città. Volevo mandare un messaggio di ringraziamento, per me è molto importante. Per quello che avete rappresentato e per la città nella quale questa scelta sta avvenendo. Ho sempre creduto in due concetti: quello delle differenze, del valore del pluralismo; e nella parola unità. Non li ho mai trovati in contraddizione, non parlo di unanimismo, parlo di unità come spirito come vocazione che deve avere la politica per cambiare le cose, per fare in modo che i valori, le idee non rimangano solo testimonianza ma diventino forza che cambi realmente le cose.
Quindi quando ho saputo di questa scelta, di un’esperienza così importante per la storia di Milano, che è stata uno dei laboratori politici di questi anni, di una parte di un’esperienza che sceglie con tanta ricchezza di entrare nel nostro partito mi ha reso particolarmente dice, perché so che non era scontato e non è scontato in questo momento molto difficile ma anche un momento nel quale, e quello che è accaduto ieri a Bruxelles ce lo conferma, quello che serve è proprio la determinazione, la ricchezza delle idee, la chiarezza degli obiettivi, in questo caso di un’Europa che non solo non va abbattuta ma che sicuramente deve cambiare. E dopo il successo di ieri c’è anche la consapevolezza che è possibile“, ha concluso. (MiaNews)

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