Metropolitane, sindacati Atm: su Fase 2 mancanza totale di informazioni

I rappresentanti dei lavoratori della metro di Milano chiedono un incontro urgente con l’azienda: non sanno cosa devono fare. Atm, Trenord e Fontana chiedono al Governo di abolire il distanziamento sui mezzi invece di organizzarsi per farlo rispettare: è la principale regola anti-contagio.

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“A meno di una settimana (dal 4 maggio n.d.r.) riscontriamo una mancanza totale di informazioni, di protocolli e procedure delle attività da attuarsi nelle stazioni, per la gestione del sovraffollamento delle banchine, per la gestione dei flussi di passeggeri ai tornelli e delle distanze dei passeggeri ai mezzanini e sui treni”. È forte la preoccupazione del personale delle metropolitane milanesi che, tramite la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria), hanno chiesto un incontro urgente (in videoconferenza) con il direttore della Metro, Amerigo Del Buono, e con gli altri responsabili aziendali in vista della prima parziale ma consistente riapertura delle attività produttive. Atm, dopo aver attaccato gli adesivi segna-posizione e gli avvisi per tenere liberi i sedili, ha poi alzato bandiera bianca. Lo stesso ha fatto Trenord. Arrigo Giana, direttore generale Atm e Andrea Gibelli, direttore generale di Ferrovie Nord Milano, nonché presidenti di Agens e Asstra, che rappresentano le società di trasporto pubblico, hanno scritto alla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, per chiedere di eliminare dal Dpcm l’obbligo di 1 metro di distanza tra i passeggeri perché, di fatto, non sanno come farlo rispettare. Chiedono che siano obbligatorie solo le mascherine. Preoccupazione condivisa anche dal presidente della Regione, Attilio Fontana, ed espressa oggi al ministro per gli Affari a Regionali Francesco Boccia nel corso dell’incontro tra le Regioni e il Governo. “Proprio ieri – ha detto Fontana – i due principali player del trasporto pubblico locale in Lombardia, ovvero Atm e Trenord, hanno dichiarato di non essere in grado di assicurare il rispetto del richiesto distanziamento sociale sui propri mezzi. Quindi, chi controlla? Puo’ essere il personale viaggiante a svolgere questa funzione? Il Governo puo’ chiarirlo? Da tempo insisto perche’ siano chiariti sia il primo che il secondo aspetto, per evitare che queste due criticita’ si ripropongano ancora irrisolte il prossimo lunedi’. Speriamo che – ha concluso Attilio Fontana – come ci ha garantito il ministro Boccia, domani la sua collega De Micheli sieda al tavolo con le Regioni e dia una risposta concreta ai nostri quesiti”. Atm e Ferrovie Nord sono società pubbliche di proprietà, rispettivamente, del Comune di Milano e di Regione Lombardia ma chiedono al Governo di abolire una norma fondamentale anticontagio che sono chiamate a far rispettare. E Fontana vuole “chiarimenti”. Non vogliono spendere per la salute di viaggiatori e dipendenti o si preparano a scaricare le responsabilità di un fallimento annunciato?

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