“Si dice che sbagliando si impara, ma la Regione Lombardia più che i debiti formativi merita una sonora bocciatura. Dopo aver ospedalizzato la sanità lombarda facendo un grande regalo ai privati e aver dimenticato la sanità territoriale, si persevera con l’errore di grandi interventi dall’effetto mediatico ma dalla scarsa utilità. Anziché investire in un maxi ospedale come quello della Fiera si doveva puntare sulle strutture esistenti”, così Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia. Per Fumagalli, “era necessario
aggiungere ove possibile le terapie intensive e soprattutto attuare quanto prescritto con il decreto legge n. 14/20 del 9 marzo con il quale sono state istituite le Unità speciali di continuità assistenziale, che dovevano essere attivate entro 10 giorni dalle Regioni nella misura di una ogni 50 mila abitanti con apertura sette giorni su sette, dalle ore 8.00 alle ore 20.00”.

“Su 200 UCSA pare che la Regione né abbia aperti solo 37. Ancora una volta anziché guardare al territorio si guarda alla mega struttura da inaugurare ignorando tra l’altro le regole sui distanziamenti. E il territorio resta abbandonato con a gente che non sa cosa fare e le RSA che sono diventati dei luoghi di contagio e morte. Anziché pensare alla comunità locale e a preservare quel poco di medicina territoriale ancora esistente si è privilegiata la grande opera. Il problema è che qui sbagliano loro ma paghiamo noi fino alle estreme conseguenze. È ora di smetterla”, conclude il portavoce del M5S.

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