“Per questa mia esperienza le persone devono capire che è fondamentale stare in casa, la prevenzione è indispensabile per prevenire il diffondersi dell’infezione: questo può significare anche allontanarsi nei propri cari e dagli amici perché non sappiamo chi può essere contagioso, Io sono stato molto fortunato perché ho potuto essere curato: ora potrebbero non esserci medici, personale e mezzi per salvarti la vita”. Lo ha detto il 38enne Mattia, ‘paziente 1′ di Codogno, in un videomessaggio registrato e trasmesso durante la conferenza stampa con il presidente della Regione Attilio Fontana e gli assessori Giulio Gallera e Davide Caparini per fare il punto sull’emergenza coronavirus. “E’ difficile dopo questa esperienza fare un racconto di quello che mi è successo. – ha proseguito il 38enne – Ricordo il ricovero in ospedale a Codogno, mi hanno raccontato che per 18 giorni sono stato in terapia intensiva per poi essere trasferito nel reparto di malattie infettive di Pavia da dove cominciato ad avere un contatto con il mondo reale e fare la più semplice è bella: respirare. Da questa malattia si può guarire e volevo dire grazie al professor Bruno, ai rianimatori e a tutto il personale dell’ospedale di Pavia e Codogno che con la loro professionalità mi hanno permesso di tornare a vivere. Ora chiedo per favore a tutti i media di rispettare la privacy mia e della mia famiglia perché vorremmo proprio piano piano dimenticare questa brutta esperienza e tornare alla nostra normalità”. Il presidente Fontana ha commentato il messaggio ringraziando Mattia “per la forza dimostrata e per il messaggio lanciato, è estremamente importante”.

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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