Lega-M5s, tensione sull’autonomia

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Tensione nel governo gialloverde sul nodo dell’autonomia (e non solo),  con botta e risposta tra Lega e Cinquestelle.  Ad innescare la miccia è la nascita di un Osservatorio delle università sul regionalismo differenziato, iniziativa tenuta a battesimo dal vicepremier Luigi Di Maio. Parlando all’Università di Napoli, osserva che quello dell’autonomia è un “percorso” da fare ma “nella misura in cui non danneggi le regioni del Sud”. “A Di Maio rispondo così: sono i suoi no che danneggiano il Sud”, replica il governatore del Veneto Luca Zaia. Di Maio invece auspica che “ci sia accordo sull’emendabilità del testo stesso”, e che “dopo il passaggio del testo in Consiglio dei Ministri ci sarà la trattativa tra i governatori e il Presidente del Consiglio che, dopo decenni, è un rappresentante del Sud. Poi passerà al Parlamento. Il presidente della Camera Fico si è già detto favorevole all’emendabilità dei testi e spero riesca a raggiungere un accordo con il presidente del Senato su questo”. “Non capisco di quale nuovo testo sulle autonomie parli il capo del M5S – replica la ministra leghista Erika Stefani – e mi chiedo dove fosse alle ultime riunioni quando ha avuto l’occasione di discutere l’idea di questo Osservatorio di cui io sento parlare oggi per la prima volta”. “Dopo un anno di discussioni mi auguro che nessuno voglia rimangiarsi slealmente la parola e l’impegno, di cui il presidente Conte è garante, conclude Stefani.

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