Corpo carbonizzato, il caso risolto grazie a un testimone

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Il caso dell’uomo ucciso, fatto a pezzi con un’accetta e dato alle fiamme in zona Bovisasca a Milano, è stato risolto a tempo di record dalla Polizia grazie a un testimone, una persona che ha sentito litigare delle persone a una festa in casa e poi ha notato una persona che puliva la strada molto probabilmente da tracce di sangue. Il racconto del testimone ha permesso agli investigatori di arrivare nel giro di poche ore al luogo del delitto e di risalire ai due colombiani arrestati. Uno è accusato di omicidio aggravato dalla crudeltà mentre l’altro di vilipendio e soppressione di cadavere. Sebbene il fermo dei due individui non sia ancora stato convalidato, numerose sono le prove che li collegano all’omicidio e al macabro rinvenimento dello scorso sabato sera in zona Bovisasca. Gli agenti della Polizia hanno, infatti, rinvenuto all’interno dell’abitazione dove si è tenuta la festa, abitazione dove vive il colombiano 38enne, un’accetta ancora sporca di sangue, forse utilizzata per fare a pezzi il corpo, e un carrello a ruote servito per trasportare la valigia con i resti umani in via Cascina dei Prati dove poi è stata data alle fiamme con della benzina. L’incendio divampato ha reso il corpo irriconoscibile, ma dal pollice di una delle mani gli agenti pensano di poter ricavare l’impronta digitale per darà un’ identità alla vittima.

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