De Gregori incanta il Carroponte

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L’invidia è un sentimento che generalmente non mi appartiene, stasera però ho invidiato la creatività e l’arte di Francesco De Gregori e ho invidiato il talento dei musicisti che lo hanno accompagnato sul palco del Carroponte (da Guido Guglielminetti al basso, Paolo Giovenchi alla chitarra, Alessandro Valle alla pedal steel guitar e Carlo Gaudiello al pianoforte). Di fronte a qualche migliaio di spettatori (generazioni trasversali dai 20 ai 70 anni) De Gregori, come previsto, ha proposto canzoni meno conosciute e i classici del suo repertorio in una chiave più “country” per certi versi più essenziale (nella formazione non c’è la batteria). Per come intendo la musica in generale e in particolare i “live”, quando un artista riesce ad emozionarti tanto da farti venire un groppo in gola vuol dire che ha raggiunto il suo scopo. Il “principe” lo ha fatto con “La Lega Calcistica del ’67”, con l’omaggio a Dalla (accenno a Come è profondo il mare) di cui ha cantato “4/3/1943”, “La Donna Cannone”, “Alice” e “Rimmel” proposta nel bis finale. Non sono mancati altri classici da “Santa Lucia” a “Buonanotte Fiorellino” fino a “Titanic”. Nel bis anche una versione di “Anema e core” cantata con la moglie Chicca. Infine i calorosi saluti al numeroso pubblico, il pubblico milanese è esigente ma anche attento e preparato e questo De Gregori sembra averlo apprezzato.

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati