C’era una volta un Paese che stava zitto. L’omertà. Solo che noi, l’omertà, ce la immaginiamo sempre in mezzo ai fichi d’india, magari con il sottofondo della musica del Padrino. L’omertà, roba da Sicilia profonda. Invece no, l’omertà è tra noi. La notizia che in una scuola di Milano una maestra prendeva a schiaffi e pugni i bambini di per sè è tremenda. Ma non è la cosa peggiore. Le cose peggiori di una cosa che di per sé grida vendetta a Dio, sono due. La prima è che questa signora, se proprio vogliamo definirla così, aveva problemi di alcolismo e una storia personale complicata. Chiunque abbia figli sa quanto è stressante. Se non si è in equilibrio, si finisce per cadere. Perché far maneggiare quello che di più prezioso abbiamo, i nostri figli, a gente instabile? Ci sono tanti lavori nel mondo, non lo prescrive il medico di mettere un pazzo a manovrare le bombe atomiche, o una ex alcolizzata a trattare con i bambini. La seconda cosa che mi sconvolge è la reazione delle altre maestre. Tutti zitti. Talmente muti da risultare imbarazzanti le figure delle colleghe che omettono, non dicono, coprono. E la preside, che invece di rimuovere la mela marcia con disonore, la difende con il suo silenzio omertoso. Una schifezza completa. La storia di Pinocchio oggi è un incubo.

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