“Una notte d’inferno” così Carlo Rancati, 53 anni, agricoltore di Corno Giovine racconta la bufera di vento, grandine e acqua che fra l’una e le due di oggi si è abbattuta nel basso lodigiano fra Maleo, Corno Giovine, Santo Stefano e Caselle Landi, a due passi dal Po. Secondo le prime rilevazioni della Coldiretti ci sono stati danni al mais e alla soia, oltre a danni ai tetti e alberi secolari abbattuti. In alcune aree la grandine ha spianato quasi il 100% del raccolto. Nella fascia investita dalla bufera si trovano circa 30 aziende agricole. “Io ho 500 pertiche a mais – spiega Rancati – se ne sono salvate 40. Adesso devo vedere di recuperare tutto quello che posso”. La Coldiretti ha già mobilitato i propri tecnici per raccogliere le segnalazioni e fare la valutazione dei danni.

Da gennaio a oggi – spiega la Coldiretti regionale – la Lombardia è stata colpita da oltre 10 tempeste di grandine e la stima dei danni sfiora ormai i 10 milioni di euro, di cui più della metà in provincia di Bergamo, dove anche stanotte sono caduti chicchi grossi come nocciole. Negli ultimi dieci anni – dice Coldiretti – in Italia  a causa del maltempo ci sono stati circa 14 miliardi di euro di danni all’agricoltura.

 

“Questa notte – racconta Rancati – abbiamo visto il cielo nero, le nuvole, poi le luci dei lampi, quindi si è alzato il vento fortissimo, è iniziata la pioggia ed è arrivata la grandine. Sono corso fuori per andare a controllare il campo, ma è stato terribile: al posto dell’asfalto le ruote hanno trovato 15 centimetri di ghiaccio e il vento era così forte che mi spostava la macchina. Era un inferno. Ho visto querce sradicate a terra. Non rotte. Proprio strappate via dal vento con tutte le radici. Impressionante. Eppure quest’anno pareva finita. Non c’erano più grandi caldi. Non ce l’aspettavano. In primavera avevamo beccato una grandinata, ma il mais era giovane e si era ripreso. Adesso proprio non so”.

GRANDINE 2

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