Alle 3 di notte del 15 Aprile 1452, in una casa colonica ad Anchiano, vicino a Vinci, sulle pendici del massiccio Montalbano ricoperto di vigneti e uliveti, nasceva Leonardo. Ce ne da notizia con precisone chirurgica suo nonno, notaio, che annota la nascita nel volume dedicato alle memorie di famiglia.

Per festeggiare il compleanno di Leonardo, viene messa a disposizione una clip in anteprima di “Leonardo da Vinci. Il Genio a Milano”, il film che esplora il soggiorno cittadino dell’artista, offrendo la chiave per trasformare in quadri cinematografici i numerosi scenari leonardeschi di Milano: il Castello Sforzesco, il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, la Basilica di Santa Maria delle Grazie, i Navigli, la Vigna di Leonardo sino al celebre Cenacolo.

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Il film – in cui verranno mostrate e raccontate opere come La Belle Ferronnière, la Dama con l’ermellino, la Vergine delle Rocce, il Ritratto di musico, il San Giovanni Battista, l’Ultima Cena arriverà nelle sale di tutto il mondo distribuito da Nexo Digital e sarà in programma in Italia il 2, 3 e 4 MAGGIO 2016 all’interno del progetto della Grande Arte al Cinema che sta conquistando un pubblico sempre più vasto. L’elenco delle sale che lo proietteranno è disponibile su www.nexodigital.it e su www.leonardothemovie.com. Le prevendite aprono ufficialmente oggi, 15 Aprile.

Figlio (naturale e illegittimo) di Piero da Vinci, facoltoso notaio (che annoverava tra i suoi clienti addirittura i Medici), e di Caterina, donna di umili origini, Leonardo viene accolto nella casa paterna dove crescerà assieme ai fratelli, dimostrando sin da giovane il proprio talento pittorico  alla corte di Andrea di Michele di Francesco di Cione detto Il Verrocchio, in pieno Rinascimento.

Pittore, scultore, scienziato, musico, esperto di anatomia e di fisica, botanico, architetto, inventore: superando lo spirito del suo tempo, Leonardo viene oggi identificato con l’immagine del Genio. Era un uomo poliedrico l’artista di Vinci, e lo dimostrano l’immenso patrimonio di studi e opere che ci ha lasciato, oltre alla lettera (una sorta di curriculum studiato ad hoc) in cui, nel 1482, si presenta a Ludovico il Moro, Signore di Milano, città in cui scelse di trasferirsi a 30 anni in cerca di fortuna, visto che allora, con i suoi 100.000 abitanti, era una delle più grandi d’Europa.

Partendo dalla mostra a Palazzo Reale (organizzata da Skira e Comune di Milano nei mesi di Expo), Rai Com con Skira e Codice Atlantico, con la partecipazione di Maremosso, hanno deciso, in collaborazione con Pirelli e Confagricoltura, di lavorare congiuntamente per raccontare in un docufilm proprio gli anni trascorsi da Leonardo a Milano, toccando i diversi aspetti della sua vita e della sua arte, approfondendo le caratteristiche della città del tempo, le personalità degli artisti che gli sono stati vicini, senza trascurare naturalmente le molte leggende che lo riguardano.

Coinvolgendo Pietro Marani – curatore della mostra – alcuni tra i massimi esperti di Leonardo a livello mondiale e autori che ne hanno esplorato la personalità – Claudio Giorgione, Maria Teresa Fiorio, Richard Schofield, Vittorio Sgarbi, Daniela Pizzagalli – è nata infatti una storia capace di aprire nuove prospettive e svelare mondi straordinari.

Com’è possibile raccontare la complessità del Genio Assoluto?

Da dove s’inizia?

Qual è il mistero che rende Leonardo l’artista più amato, discusso e studiato di tutti i tempi?

Per rispondere a queste domande e approfondire ulteriormente il tema e le opere in mostra (provenienti dal Louvre di Parigi, dalla National Gallery of Art di Washington e dalla Pinacoteca Ambrosiana), gli autori Jacopo Ghilardotti e Gabriele Scotti hanno ritenuto opportuno arricchire il racconto documentaristico, sviluppato con il regista Nico Malaspina, con l’aggiunta di alcune scene di fiction, per le quali è stato coinvolto il regista Luca Lucini.

La storia di Leonardo a Milano ha potuto così allargarsi ed includere molti protagonisti del suo soggiorno milanese: Ludovico il Moro, Signore di Milano, l’amico e allievo Salaì, Beatrice d’Este, Donato Bramante, Vincenzo Bandello e altri ancora. I personaggi storici saranno interpretati da attori noti come Vincenzo Amato, Cristiana Capotondi, Alessandro Haber, Gabriella Pession, Paolo Briguglia, Edoardo Natoli, Giampiero Judica, Nicola Nocella, mentre la voce narrante sarà quella di Sandro Lombardi.

 

 

 

 

 

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1 commento

  1. Secondo il professore Mario Alinei la Gioconda sarebbe il ritratto di una donna morta raffigurata con gli occhi aperti. Alinei avrebbe visto la medesima espressione sul volto di sua madre appena morta. Così Leonardo riprenderebbe il tema della sua prima opera perduta, che aveva come soggetto la Medusa mitologica. La Sindone di Torino invece sarebbe l’autoritratto o il ritratto di un uomo vivo rappresentato come morto. Ma i geni tendono ad agire in modo simile ed ad avere un volto somigliante nella maturità. L’autoritratto di Leonardo, il ritratto di Michelangelo anziano eseguito dai Daniele di Volterra ricordano l’immagine del volto sindonico. Gesù modello e volto archetipo del genio. La ferita al costato della Sindone guardata ingrandita ricorda l’immagine di un volto umano o una sua caricatura. Con una certa assonanza con il volto del guerriero centrale urlante della perduta (o forse no) Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci a Firenze in palazzo Vecchio, Cfr. ebook/kindle. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo/ Leonardo e Michelangelo: vite e opere. Grazie

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