Corrado Passera e Stefano Parisi uniscono le forze. Oggi pomeriggio la conferenza stampa dello stesso Passera che si ritira dalla corsa a sindaco.

“Una lista civica di qualità e competenza per vincere a Milano. Corrado Passera e Stefano Parisi annunciano a sorpresa una nuova fase della campagna elettorale. “Da oggi i nostri sforzi si uniscono ampliando la proposta per Milano e per una vera alternativa all’attuale Amministrazione.

“Il mio impegno per cambiare Milano trova oggi una nuova importante dimensione – ha spiegato Corrado Passera -. Ho infatti accolto l’invito di Stefano Parisi per rafforzare in modo determinante la componente civica e indipendente della sua alleanza e per iniziare a tracciare una nuova strada, partendo proprio da Milano. Se non ci conoscessimo da molti anni con Stefano, il passaggio di oggi non sarebbe avvenuto. È soprattutto per fiducia personale nei suoi confronti che siamo qui. In dieci mesi con il mio fantastico comitato siamo riusciti a elaborare, attraverso un lavoro di confronto e coinvolgimento dei cittadini, un insieme di proposte radicali per fare di Milano una vera capitale in Europa e nel mondo. Intorno a queste proposte abbiamo elaborato un consenso notevole per un outsider della politica, oltre il 10% è un risultato di grande soddisfazione. Non basta però per il progetto che vogliamo fare. Per questo abbiamo scelto di valorizzare l’impegno di questi mesi dando vita con Stefano Parisi a una lista civica comune. Se oggi arriva la richiesta di unire le forze è perché siamo una forza, misurabile e rispettata. Il nostro impegno continua, all’interno di un progetto più ampio”.

 

“Corrado Passera costituisce un grande valore aggiunto per la nostra coalizione e per la lista civica – dichiara Stefano Parisi – per il suo prestigio personale, per la qualità della sua proposta politica e programmatica, per l’apporto di idee e di risorse umane che potrà dare alla campagna elettorale e al governo di Milano. La considero una collaborazione naturale, sulla base di comuni valori e di una comune visione di un centro liberale, perno di una coalizione vincente a Milano e anche in una prospettiva nazionale. La nostra città ha una grande occasione per ripartire, per liberare le tante energie, per ampliare le opportunità, per diventare di nuovo attrattiva per gli investimenti e l’innovazione. Questo richiede una politica davvero nuova, basata sulla serietà e non sugli slogan, sulle idee prima che sulle appartenenze partitiche. Per questo, con Corrado abbiamo valutato che una comune idea civica sia una opportunità da non perdere, che completa la coalizione, chiaramente distinta ma non in competizione con le forze politiche che mi sostengono dal principio, orientata a raccogliere il consenso dei milanesi che fanno più fatica a riconoscersi negli steccati partitici tradizionali”.

Questa la reazione di Beppe Sala, candidato del centrosinistra.

Corrado Passera solo 20 giorni fa dichiarava: “Milano non si può permettere il gemellaggio con il fascismo leghista lepenista imposto a Stefano Parisi: votandolo, la città verrebbe consegnata al dipendente di una coalizione ormai in frantumi, sotto costante ricatto e totalmente in balìa della becera politica retriva e populista della Lega di Salvini, che va sotto braccio al partito nazional fascista di Le Pen che auspica la fine dell’accordo di Shengen”.. Evidentemente il richiamo alla paura, alla chiusura, al passato è un collante irresistibile per chi preferisce chiudersi che guardare al futuro.

Ogni ulteriore commento è superfluo, dopo un annuncio che si spiega esclusivamente con una scelta di potere&poltrone, cui la città reagirà attraverso la migliore espressione della democrazia, cioè il voto. Milano non merita atteggiamenti così meschini, che fanno male alla politica intesa come servizio alla comunità. La scelta di Passera non si tradurrà in un vantaggio elettorale per il centrodestra e acuirà inevitabilmente le divisioni all’interno di una compagine che ormai accerchia e strangola le intenzioni riformiste di Stefano Parisi.

 

Noi non siamo così. Noi siamo la Milano del futuro. Assumiamo ancor più decisamente la responsabilità  di impedire che la nostra città torni indietro di vent’anni, quando si pretendeva di risolvere i problemi con il pugno di ferro prima che con il cervello.

 

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