Nella Ztl la concentrazione di polveri sottili supera quella delle strade esterne al centro storico, probabilmente un effetto della conformazione delle strade monitorate, strette e fiancheggiate da altri fabbricati ma anche di una zona a traffico limitato che di limitato ha ben poco. Lo smog non accenna a diminuire in città, soprattutto durante le ore pomeridiane e serali. Ma nei punti monitorati anche i decibel elevati destano preoccupazione.

È questa la fotografia scattata dal Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che in questi giorni ha fatto tappa a Pavia, seconda tappa del tour 2016 che vedrà il convoglio ambientalista percorrere l’Italia per monitorare la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico, ma anche per parlare di smart cities, ecoquartieri, mobilità nuova e stili di vita.

I risultati del monitoraggio scientifico – realizzato grazie alla collaborazione con Valorizza, brand di Studio SMA e Gemmlab, e con il contributo scientifico La Sapienza e CNR – è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Serena Carpentieri, responsabile Campagne di Legambiente; Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia; Giovanni Fustilla, presidente del Circolo di Legambiente di Pavia, alla presenza del sindaco di Pavia Massimo Depaoli.

“Nei giorni scorsi abbiamo chiesto ai sindaci della provincia di Pavia, primi responsabili della salute dei cittadini, di unire le forze e fare fronte comune contro lo smog attuando politiche comuni e su vasta scala – afferma Giovanni Fustilla, presidente del circolo Legambiente Pavia -. Il monitoraggio del Treno Verde conferma ancora di più questa necessità, a partire proprio dalla città di Pavia dove sicuramente molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. Le criticità evidenziate nella Ztl ci pongono di fronte alla necessità di scelte forti anche per non minare la fiducia degli stessi cittadini. Occorre ad esempio ridurre ancora di più l’uso di mezzi privati nel centro storico, delocalizzare i parcheggi presenti, svecchiare il parco mezzi del trasporto pubblico locale a favore di bus a metano. Così come serve più coraggio nel proporre e progettare nuove pedonalizzazioni che possano rendere più vivibile la nostra città. Senza dimenticare che per garantire una migliore qualità dell’aria bisogna ridurre e tenere sotto controllo la temperatura negli edifici, in particolare quelli pubblici”.

A dimostrare l’urgenza di adottare azioni concrete e politiche di sistema per uscire dall’emergenza smog, sempre più cronica, vi sono anche i dati della campagna di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”. Nei primi due mesi del nuovo anno, infatti, quasi tutti i capoluoghi di provincia della Lombardia hanno superato il 50% dei giorni di “bonus” a disposizione previsto dalla legge (35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 µg/m3 giornalieri di polveri sottili): Mantova ha raggiunto 24 giorni di superamento (centralina Piazza Gramsci), seguita da Milano (Pascal Città Studi) con 22 superamenti; Pavia (Piazza Minerva) e Brescia (Villaggio Sereno) con 21 superamenti; Como (viale Cattaneo) e Bergamo (via Garibaldi) con 20; Cremona (via Fatebenefratelli) con 19. I dati in questione (aggiornati al 3 marzo) fanno riferimento alla centralina peggiore presente nella città che ha registrato, ad oggi, il maggior numero di superamenti, a partire dai dati disponibili sui siti delle Regioni, delle Arpa e delle Provincie.

“In questi primi due mesi dell’anno, i valori di polveri sottili si sono mantenuti a livelli di emergenza per troppi giorni, tanto che solo il meteo ha messo momentaneamente un freno allo smog -dichiara Barbara Meggettopresidente di Legambiente Lombardia –. Di fronte a questa situazione non vediamo una risposta chiara e univoca: la Regione Lombardia si è mossa molto in ritardo nell’affrontare l’emergenza e le amministrazioni locali hanno messo in campo provvedimenti in ordine sparso, senza un piano coordinato a protezione non solo dell’ambiente ma anche della stessa salute dei cittadini. Il tutto in una regione che rimane la più motorizzata d’Europa, in cui i tagli al trasporto pubblico locale continuano inesorabili così come la costruzione di strade inutili. Se vogliamo uscire dall’emergenza occorre lavorare per costruire, da qui al prossimo autunno, una strategia che punti a mettere al bando i diesel in città, aumenti i controlli sui veicoli, incentivi il trasporto pubblico locale e le soluzioni di efficienza energetica degli edifici. Quello che ci piacerebbe vedere, da qui al 2020, sarebbe un milione di auto inquinanti in meno in Lombardia”.

IL MONITORAGGIO SMART DEL TRENO VERDE – la novità

 Il monitoraggio del Treno Verde non vuole sostituirsi ai controlli eseguiti dagli enti preposti, ma fornire un’istantanea, in termini di inquinamento atmosferico e rumore, su alcuni percorsi all’interno dei quartieri delle nostre città. Proponiamo un approccio metodologico diffuso, una campionatura itinerante che, messa a regime, permetterebbe alle città di individuare le criticità e attuare risoluzioni concrete e mirate, a servizio del benessere e della sicurezza dei cittadini.

I tragitti individuati per il monitoraggio itinerante – che grazie ad una strumentazione portatile consente di misurare in continuo i valori di inquinanti (PM10, PM2,5 e PM1) e di rumore – sono stati scelti in maniera tale da poter effettuare un confronto tra le diverse aree di un tessuto urbano. È stato possibile così rilevare in tempo reale le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili  simulando, quindi, i livelli di inquinamento che ogni cittadino respira spostandosi tra le strade cittadine. L’obiettivo – oltre scattare un’istantanea del quartiere preso in esame – è quello di informare in tempo reale i cittadini e gli amministratori attraverso la pubblicazione dei risultati del monitoraggio sul portale www.trenoverde.it, facilmente accessibile e consultabile, che restituisce una mappatura di dettaglio dell’area presa in esame, così da avere un valido strumento per studiare e pianificare le soluzioni per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente urbano.

Nello specifico di Pavia, i tre percorsi – caratterizzati ognuno da dieci punti di misura – collegano la Stazione ferroviaria e l’Orto botanico. I tecnici del Treno Verde hanno evidenziato – sia durante le ore mattutine che pomeridiane – concentrazioni di polveri sottili superiori nel percorso interno alla Ztl del centro storico piuttosto che nelle strade laterali nelle quali il traffico automobilistico dovrebbe essere maggiore. Questo, probabilmente, sia a causa della conformazione delle strade del centro storico – dove il ricambio d’aria a causa della presenza di edifici molto alti è ostacolato – che per la presenza costante di veicoli privati e mezzi pubblici che attraversano in ogni caso la zona a traffico limitato. Nello specifico nel percorso B (Orto botanico, via Sant’Epifania, via Volta, via Spallanzani, Piazza Leonardo da Vinci, corso Strada Nuova, corso Cavour, via del Carmine, piazza del Carmine, via Roma, via Alciato, piazza Botta, corso Cavour, viale Vittorio Emanuele, Stazione) nel pomeriggio si sono registrati valori medi di 64 microgrammi/m3 – di cui circa il 95% costituito da frazioni inferiori al 2,5 micron, quelle maggiormente dannose per la salute – quasi doppi rispetto alla mattina (36 microgrammi/m3). Nel percorso A (Stazione – via Monti, via Cesare Battisti, via Matteotti, piazza Castello, via Gorizia, via Scopoli), eseguito nelle ore mattutine, ha registrato una concentrazione media di 24 microgrammi/m3 (82% di PM2,5); mentre il monitoraggio del percorso C (Stazione, via Guidi, corso Manzoni, viale della Libertà, viale Lungo Ticino Visconti, corso Strada Nuova, corso Garibaldi, via Porta, via Scopoli, Orto botanico), eseguito nelle ore pomeridiane, ha registrato una concentrazione media di 62 microgrammi/m3 (94% PM2,5). A dimostrazione del fatto che nel corso della giornata le concentrazioni di inquinanti nella città aumentano notevolmente raggiungendo il loro apice nel tardo pomeriggio e nella prima serata.

I valori si riferiscono a medie orarie e quindi non sono paragonabili ai limiti imposti dalla normativa vigente che si riferiscono a medie giornaliere. Ricordiamo che la media giornaliera di PM10 da non superare per più di 35 volte l’anno è di 50 microgrammi/m3.

Il monitoraggio del Treno Verde esamina però attentamente un’altra componente importante dell’inquinamento presente nelle nostre città, quella del rumore, spesso sottovalutata ma che ha conseguenze sul benessere e sulla qualità della vita e sta diventando sempre più una minaccia per la salute pubblica. In Italia infatti sono ancora sei milioni (il 10% della popolazione) i cittadini esposti, negli ambiti considerati, al rumore prodotto dal traffico stradale a livelli giornalieri inaccettabili secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

A Pavia sono stati eseguiti cinque punti di hot spot in cui è stata fatta una misurazione di un’ora dell’inquinamento acustico (all’incrocio tra via Verdi e via Ticinello, nei pressi del parcheggio liceo; in via dei Mille, di fronte alle Poste; all’incrocio tra via Volta e via Scopoli, nei pressi degli istituti scolastici; all’incrocio tra via Gilardelli e viale Argonne e all’incrocio tra via Battisti e via Matteotti).

Nei cinque punti di hot spot l’inquinamento acustico ha registrato valori medi elevati (Leq) – superiori a quanto previsto dalla zonizzazione acustica – con una media di 67 decibel per il primo punto (rispetto ai 50 consentiti); 62 dB per il secondo e 67 dB per il terzo (in entrambi i limiti erano di 55 dB); 61 dB per il quarto e 67 dB per il quinto (qui i limiti erano di 60dB).

Novità di questa edizione del Treno Verde è quella di conoscere in tempo reale la qualità dell’aria di una determinata zona delle città in cui farà tappa il convoglio ambientalista grazie all’innovativo sistema Hopes (Home Pollution Embedded System), un prototipo messo a punto dal Dipartimento di Ingegneria astronautica, elettrica ed energetica dell’Università Sapienza di Roma e raggiungibile dal portale www.trenoverde.it, a cui è possibile collegarsi per vedere in qualsiasi momento la qualità dell’aria durante i giorni della tappa del Treno Verde. Si tratta di un sistema che consentirà, una volta a regime, in tempo reale al cittadino di conoscere i livelli di inquinamento nella propria zona.

Nei giorni di tappa del Treno Verde a Pavia, circa mille bambini e ragazzi delle scuole del territorio hanno visitato la mostra didattica e interattiva allestita a bordo delle quattro carrozze.

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