Fusione A2A-Aeb “fortemente pregiudizievole” per l’ex municipalizzata di Seregno

La relazione del consulente tecnico dell'accusa al processo in corso a Monza sulla fusione tra le società, che vede tra gli imputati anche il sindaco di Seregno Alberto Rossi, mette in evidenza i danni economici e patrimoniali che la fusione senza gara pubblica ha causato ad Aeb a vantaggio di A2A.

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Immagine di repertorio

“Per Aeb l’aggregazione industriale con A2A si è dimostrata fortemente pregiudizievole sotto molteplici profili”. E’ il passaggio chiave della relazione firmata da Elisabetta Brugnoni, consulente tecnico incaricato dai sostituti procuratori Salvatore Bellomo e Stefania Di Tullio nel processo con sei imputati, tra i quali il sindaco di Seregno Alberto Rossi, in corso al Tribunale di Monza, sulla fusione nel colosso energetico A2A della multiutility brianzola. Il “matrimonio” tra le due società, secondo l’accusa, è stato viziato dai reati di turbativa d’asta e turbata libertà di scelta del contraente con un danno economico rilevante per Aeb. Un’operazione portata avanti senza una gara pubblica. Nelle 120 pagine della relazione viene evidenziato il giudizio negativo della consulente dell’accusa sulla sussistenza del presupposto della cosiddetta “infungibilità”, che avrebbe dovuto supportare l’operazione  in assenza di procedure competitive. Detto in termini meno tecnici, l’operazione è nata dalla convinzione che la crescita attesa di Aeb potesse avvenire solo tramite l’aggregazione in A2A. Secondo l’esperta incaricata dai magistrati “gli assets conferiti da A2A non sono apparsi strategici per Aeb”. In una logica di crescita, Aeb “avrebbe potuto saldare relazioni anche con altri operatori”. Il perito scrive anche che “l’assenza di procedure competitive ha sicuramente compromesso il diritto dei soci pubblici di ottenere la miglior valorizzazione delle quote cedute, circostanza da valutarsi anche ai fini di un eventuale danno erariale”. La relazione aggiunge che l’operazione “ha determinato la perdita del Comune di Seregno, ma più in generale di tutti i soci pubblici, del controllo del gruppo, a fronte di assets sopravvalutati”. La fusione ha invece, sempre secondo il perito dell’accusa, ha portato “rilevantissimi vantaggi di natura economico, patrimoniale e finanziaria” per A2A.

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