La statua della Maternità? Ok in Mangiagalli, ma dove la veda tutta Milano.

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Di Fabio Massa

Io me li vedo, i signori che hanno deciso di non dare il via libera alla statua della maternità in piazzetta Duse motivando, nero su bianco, che rappresenta “valori non condivisibili da tutti”. Da tutti chi, non è dato saperlo, considerato che tutti siamo figli di una donna, e che siamo stati tutti dentro una pancia. Però me li vedo, i signori che devono giudicare quella statua, magari darsi di gomito e dire: eh no, questi sono valori tradizionalisti, patriarcato! patriarcato!, e altre scemenze del genere. Peraltro, pure un po’ stupidini, perché al netto del fatto che il sindaco Sala ora propone la Mangiagalli per esporla, se c’era un modo migliore per difendere quella statua e pure la sua collocazione, era scrivere una scemenza del genere. Immagino il primo cittadino quando è venuto a conoscenza della vicenda quanto si deve essere incazzato: ha già il suo daffare tra buche, impianti sportivi, bilanci, urbanistica in difficoltà dopo le vicende della Procura. Ci mancavano solo quelli della commissione a inventarsi una tale idiozia. Ora il problema è differente, però. Sala dice di aver sposato l’idea di Mentana di metterla alla Mangiagalli. Il punto è dove. Davanti, nei pressi del parchetto vicino al parcheggio, dove tutti la possano vedere? Oppure in un padiglione? O nella struttura interna? La questione non è oziosa. Perché se starà là, al crocicchio, sarà ancora più esposta che in piazzetta Duse. Ma se starà dentro, sarà proprio in quel luogo “riparato” chiesto dalla commissione. Insomma, il Comune le avrà dato ragione. E non mi sembra proprio che la combriccola di parrucconi travestiti da rivoluzionari se lo meriti.

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