Sciopero e treni garantiti soppressi, rabbia dei pendolari lombardi

I due giorni di sciopero, giovedì 30 novembre e venerdì 1 dicembre, stanno causando gravi disagi. I treni vengono cancellati anche quando dovrebbero essere garantiti e quelli che circolano sono affollati e pieni in modo eccessivo.

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Lo sciopero è un diritto sancito dalla Costituzione e su questo nulla da obiettare. Sono le modalità con il quale si sta scioperando in questi giorni invece che hanno raggiunto, e oltrepassato, il limite. Lo sciopero nazionale è stato indetto dopo il grave incidente accaduto in Calabria dove sono morte due persone; la capotreno del treno regionale che ha investito un camion ad un passaggio a livello e l’autista del mezzo pesante. Quindi nelle giornate di giovedì i treni si sono fermati dalle 9 alle 17 per poi fermarsi nuovamente alle 21 di giovedì fino alle 21 di venerdì. Ieri sera, nonostante lo sciopero finisse alle 17 molti treni sono partiti in ritardo e alcuni, in fascia di garanzia, addirittura cancellati. Ovviamente i pochi treni partiti erano pieni, anzi, stracolmi di persone che volevano tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Questa mattina per i pendolari un’altra brutta sorpresa. Vari pendolari hanno segnalato che venivano cancellati treni inseriti nelle fasce di garanzia. Nel mio caso (si, sono ahimè un pendolare) il treno delle 6:41 da Busto Arsizio e diretto a Milano Porta Garibaldi, il treno è il 10213 proveniente da Arona, gestito ed effettuato da Trenord e segnato come garantito nella tabella dei “Servizi Minimi Garantiti” pubblicata sul sito del vettore ferroviario, è stato soppresso.

Altri pendolari hanno segnalato a varie testate, inclusa Varesenews, che questa mattina sono stati cancellati molti treni che erano segnalati come garantiti e, se per stazioni e nodi grandi come Gallarate, Busto o Rho, un treno prima o poi passa ma per i paesi più piccoli e serviti solo da qualche treno suburbano trovare 3 su 4 treni garantiti soppressi non è divertente, anzi. La naturale conseguenza di questi disagi è che i pochi treni che viaggiano sono carichi e affollati di persone, rendendo il viaggio scomodo ma anche non sicuro (non sarebbe la prima volta che qualcuno ha un mancamento o si sente “soffocare” perché letteralmente incastrato tra altre persone) e ovviamente, il personale di bordo, anche se si volesse chiedere qualche informazione o fare qualche rimostranza è sempre “blindato” nella cabina di guida, anche perché il capotreno non potrebbe muoversi anche volendo. Perché sono “saltate” le fasce di garanzia? Le cancellazioni sono figlie di assenze arbitrarie dei lavoratori o sono una scelta operativa di Trenord in occasione di un inedito sciopero per due giorni di fila, sul tema della sicurezza? Una risposta sarebbe gradita, anche solo per capire il perché. I pendolari lombardi, e non solo, sono arrabbiati e anche tanto. A settembre il servizio è diventato più caro, l’amministratore di Trenord si è preso un aumento di stipendio e notizia di pochi giorni fa, la Regione ha riaffidato a scatola chiusa il servizio ferroviario a Trenord per altri 10 anni e ogni volta che ci sono problemi vengono scaricati sulle spalle di FS. Ora, il prossimo sciopero è per il 15 di dicembre e il Ministro Salvini è già pronto a precettare. Peccato che in mezzo a questa lotta, per ora, gli unici a rimetterci sono sempre i pendolari perché in anni di scioperi nulla sembra cambiato, anzi, forse è addirittura peggiorato.

Un situazione poco decorosa e molto triste quella del trasporto pubblico lombardo, ironico inoltre che la Lombardia decantata come “locomotiva economica dell’Italia”, recentemente anche dalla premier Meloni durante il Lombardia World Summit, abbia tutti questi problemi a far funzionare bene proprio le sue di locomotive.

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