“Nannina”, la “cuntastroppole” di Secondigliano

Stefania Spanò porta il lettore tra i vicoli di Secondigliano, a Napoli, dove si può ancora udire l’eco delle tradizioni. Nel suo romanzo, ricorda la sua infanzia e la figura della nonna, Nannina, appunto, che faceva il mestiere di ‘cuntastroppole’, una pratica tutta femminile di arte di strada.

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“Nannina” è il titolo del romanzo di Stefania Spanò (Ed. Garzanti). Il romanzo è ambientato a Secondigliano, Napoli. La voce narrante e lo sguardo incantato è quello dell’autrice-bambina che ricorda la sua infanzia e la figura di una imponente e ingombrante nonna, Nannina, appunto, che faceva il mestiere di ‘cuntastroppole’, una pratica tutta femminile di arte di strada che consisteva nel radunare le donne e i bambini del quartiere e raccontare loro delle storie, magari partendo proprio da accadimenti personali.   L’autrice continua in forma privata l’antico mestiere della nonna e porta le sue ‘stroppole’, le sue storie, nelle scuole o tra i bambino in difficoltà. 

Ascolta l’intervista all’autrice

 

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