Giunta Fontana, Majorino promette opposizione ‘battagliera’

L'ex candidato presidente di Pd, M5S e sinistra: "Sostanziale continuità con la giunta precedente, sul tavolo rimangono tutti i problemi sui quali li sfideremo".

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L’ex candidato presidente della Regione di Pd, sinistra e M5S, Pierfrancesco Majorino, boccia su tutta la linea la nuova giunta Fontana. Prima del suo commento, diffuso in un breve video, altri esponenti dell’opposizione hanno già espresso i loro giudizi negativi. Una giunta pessima con “solo cinque donne” e che “ha già fallito”: sono subito arrivate le critiche di Pd e Movimento 5 stelle alla squadra di governo della Lombardia, presentata oggi. “Peggio non potevano fare” ha commentato la segretaria milanese del Pd Silvia Roggiani. “Per giorni abbiamo assistito al teatrino tutto romano sulla scelta dei componenti – ha osservato la deputata dem – il risultato è imbarazzante. L’8 marzo si sono riempiti la bocca di belle parole, ma nei fatti?”. Nella giunta “contando Fontana le donne sono solo cinque su diciassette. Per non parlare delle tante scelte pessime, a partire dalla conferma di Romano La Russa – ha aggiunto – come dimenticare i suoi saluti fascisti per strada?”. Secondo Roggiani “più che lavorare perché agli assessorati fossero messi i migliori – spiega – pare che abbiano messo i più fedeli a Lega e Fratelli d’Italia”. Come fa notare il consigliere regionale Pd Paolo Romano ci sono “meno del 30% di donne in giunta” e i giovani “sono derubricati ad un sottosegretario come se non fossero una delle emergenze sui cui la Regione deve lavorare”. Anche il consigliere regionale pentastellato Nicola Di Marco è critico: “vediamo persone che, dal nostro punto di vista, in questi anni hanno fallito come gli assessori Bertolaso e Terzi – ha osservato – che addirittura si è vista ‘spacchettare’ il proprio assessorato. Quale sia la logica e l’opportunità pratica di separare le Infrastrutture dai Trasporti non è dato sapere”. “Di tutto il baraccone messo in piedi dal centrodestra per oltre un mese – ha concluso – a colpire è la totale assenza di un programma politico e di un progetto per la Lombardia”.

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