Oggi ho letto un interessante articolo di Antonio Polito sul Corriere della Sera che sintetizzava benissimo il problema dei partiti di sinistra, o centrosinistra. E anche del centrodestra, beninteso. E pure del popolo italiano. Insomma, di tutti. E il bello che tutti questi problemi sono condensati in una parolina: “bonus”. Che cosa è il bonus? E’ una misura che “altera” in qualche maniera le regole.

Per accedere al bonus non bisogna fare proprio niente se non godersi lo spettacolo

Dovresti pagare gli operai per ristrutturarti la casa? Se fai come dice lo Stato hai un “superbonus”. Ovvero, non è proprio un bonus, ma è il supereroe dei bonus: non solo ti paga lui – cioè noi – gli operai, ma ti regala anche il 10 per cento. Hai un figlio? Nelle “tasse” questo non dovrebbe risultare, ma ecco il “bonus”: una manciata di euro al figlio. E fa niente che l’assegno unico universale lo prendano anche i supermiliardari che con quella manciata di euro ci prendono il caffè nell’hotel più fico del mondo.

Spetta anche a loro, perché stanno nella “platea” del bonus. Anche qui, le parole sono importanti: per accedere al bonus non bisogna fare proprio niente se non godersi lo spettacolo. Sì, e ovviamente fare un po’ di burocrazia, perché quella anche se respiri in Italia la devi per forza onorare e celebrare. Uno potrebbe dire: beh, che male c’è. Ci danno dei soldi.

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