Città senza taxi, è sciopero selvaggio. L’assessore Maran: “Vergognoso”

"Da due giorni non ci sono taxi a Milano, come nelle altre città. Nessuno ha autorizzato questo sciopero. Non vengono erogati nemmeno servizi elementari come quelli alle persone malate, agli ospedali, alle persone con disabilità, alle persone più anziane. Chi tenta di lavorare viene sottoposto a minacce indegne delle peggiori corporazioni".

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“La vergogna dello sciopero selvaggio”. Così l’assessore alla Casa del Comune, Pierfrancesco Maran, in un post in cui scrive: “Da due giorni non ci sono taxi a Milano, come nelle altre città. Nessuno ha autorizzato questo sciopero. Non vengono erogati nemmeno servizi elementari come quelli alle persone malate, agli ospedali, alle persone con disabilità, alle persone più anziane. Chi tenta di lavorare viene sottoposto a minacce indegne delle peggiori corporazioni. Una vergogna perpetrata da chi dovrebbe erogare un servizio pubblico e si sta rifiutando di farlo”, scrive l’assessore. “Il motivo della protesta, fuori dalle regole, è che dentro il ddl concorrenza all’esame del Governo c’è una norma, peraltro all’acqua di rose, sul tema taxi. Una norma che cambierebbe assai poco (troppo poco), rispetto allo status quo, ma non è questo il punto. Come ogni categoria i tassisti hanno delle modalità previste dalla legge per protestare, è un loro diritto utilizzarle e altresì un loro dovere non usarne altre. Ieri e oggi stanno mancando di rispetto alla cittadinanza, commettono interruzione di pubblico servizio e ci sono casi di minacce verso i loro colleghi che vogliono lavorare: tutto ciò è inqualificabile”, scrive ancora Maran. “P.s. consentitemi di ringraziare Limo Green Service che questa sera porterà a casa il sig. Marco, dopo le terapie cui è sottoposto. All’ospedale eravamo vicini e mi son sentito i venti minuti di tentativi che ha fatto con le centrali radiotaxi, senza esito positivo, per prenotare un servizio cui aveva diritto. Per fortuna son riuscito a trovare una soluzione con questa compagnia e il Sig. Marco, a differenza di tutti gli altri lasciati a piedi, avrà un passaggio dopo le sue cure”, conclude l’assessore.

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