Balletto: torna Madina al Teatro alla Scala, nuovo debutto per Gabriele Corrado

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Balletto: stasera torna Madina al Teatro alla Scala, nuovo debutto per Gabriele Corrado

di Clizia Gurrado

Questa sera alle 20 sul palcoscenico del Teatro alla Scala torna Madina, la nuova produzione di balletto del Teatro alla Scala firmata dal compositore Fabio Vacchi su libretto di Emmanuelle de Villepin che vede sul podio il maestro Michele Gamba.

Nel ruolo della protagonista del titolo la prima ballerina Antonella Albano. Ma in quello di Kamzan, del cattivo, violento, crudele Kamzan, non ci sarà Roberto Bolle – che abbiamo visto il 1 ottobre e ritroveremo il 7, il 12 e il 14 ottobre – ma Gabriele Corrado, già applaudito la sera della Prima nei panni di Sultan ( e che ritroveremo in queste vesti nelle successive repliche).

Un doppio debutto a distanza di poche ore per questo artista che ci racconta l’attesa, il processo creativo, le difficoltà e finalmente l’emozione della messa in scena di uno spettacolo potente, forte, rimasto dietro le quinte per oltre un anno e mezzo per colpa del lockdown e ora finalmente rappresentato in presenza di pubblico.

Madina è la storia di uno stupro fisico e psicologico. E’ la vicenda di una donna violata che viene poi costretta a diventare kamikaze. Ma che rifiuterà di morire.

“Uno spettacolo forte e impegnativo dalla tematica intensa, viscerale”. Ci spiega Corrado. Al quale domandiamo subito: questa sera sarai Kamzan. Ci racconti come hai affrontato questo ruolo?

“Ho dovuto ricercare dentro di me qualcosa che mi portasse quanto più vicino a sentimenti molto carnali, brutali e diretti ed è stato sorprendente riuscire a essere tanto diverso sul palcoscenico da come sono nella vita.

Mi sorprendo sempre quando riesco a toccare corde emozionali distanti da me ma questo è il bello della professione che ho scelto. Con il coreografo Mauro Bigonzetti c’è stato anche questa volta uno scambio artistico molto intenso e profondo e spero di essere riuscito a fare una buona ricerca e una buona elaborazione del ruolo di Kamzan”.

Madina, un balletto che si è fatto attendere a lungo. Ci racconti come hai vissuto le varie fasi della realizzazione fino alla sera del debutto?

“E’ stato un lungo percorso perchè noi tutti, artisti e musicisti, siamo stati interroti dalla pandemia per più di un anno e mezzo e devo ammettere che ci sono stati momenti di grande sconforto. Avevamo paura di non riuscire a portare a termine questo bellissimo progetto che coinvolge diverse forme artistiche sullo stesso palcoscenico. Non solo danza ma anche canto e recitazione”.

Cosa ti ha sorpreso di più di questo lavoro?

“Sicuramente il contatto con la musica. Durante le prove abbiamo sempre utilizzato una registrazione “virtuale” e quando abbiamo incontrato l’orchestra abbiamo scoperto la vera musica di Madina. E’ stato come una sorta di nuovo inizio. La musica si è rivelata e ci è venuta incontro aiutandoci a formare i nostri personaggi. Inoltre la coreografia di Mauro Bigonzetti ha saputo toccare corde emotive molto profonde non solo in noi artisti impegnati nella recita ma anche nel pubblico. Mi è sembrato che alla Prima per tutte le persone presenti in sala l’impatto sia stato veramente forte sia dal punto di vista visivo sia emozionale”.

In conferenza stampa è stato detto sia dal sovrintendente Dominique Meyer sia dal maestro Michele Gamba che tutti gli artisti e i musicisti hanno accolto con grande generosità e dedizione questa produzione. E’ stato così?

“Si lo è stato. Non capitava a tanti di noi di interpretare un balletto a serata intera dopo quasi due anni di pandemia. Durante la scorsa stagione abbiamo portato in scena vari gala, con vari programmi, ma con pièce più brevi. Tutti noi artisti abbiamo inziato questo lavoro con una voglia infinita di proporre, di proporci, di collaborare insieme al coreografo e dare la nostra parte artistica a un processo creativo così importante”.

Allora questa sera non possiamo mancare. Ci vediamo al Teatro alla Scala.

“Vi aspetto”.

Fabio Vacchi

Madina

libretto di Emmanuelle de Villepin

tratto dal proprio romanzo La ragazza che non voleva morire

Coreografia – Mauro Bigonzetti

Mezzosoprano – Anna-Doris Capitelli

Tenore – Chuan Wang

Attore – Fabio Falco

Corpo di Ballo del Teatro alla Scala – Direttore Manuel Legris

Coro del Teatro Alla Scala – Maestro del Coro Alberto Malazzi

Orchestra del Teatro alla Scala

Direttore Michele Gamba

Nuova produzione del Teatro alla Scala

Prima rappresentazione assoluta

Cast mercoledì 6 ottobre

Kamzan – Gabriele Corrado

Madina – Antonella Albano

Olga – Martina Arduino

Louis – Gioacchino Starace

Sultan – Emanuele Cazzato

e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

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