Banda del buco, 7 arresti a Milano [Video]

In manette sette presunti componenti della 'banda del buco' che il 3 novembre scorso ha svaligiato la filiale del Credit Agricole a Milano, in piazza Ascoli.

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La Polizia ha inidividuato e arrestato i 7 presunti componenti della “banda del buco” che lo scorso 3 novembre svaligiò la filiale del Credit Agricole a Milano, in piazza Ascoli. Gli investigatori della Squadra Mobile, diretti da Marco Calì, li hanno individuati in procinto, secondo le indagini, di commettere un nuovo colpo tra le province di Milano e Torino. Gli arresti sono scattati al termine di una lunga indagine complicata dalla modalità di fuga dei rapinatori, attraverso i canali fognari attorno alla banca. Quel giorno fecero irruzione nella filiale attorno alle 8.35, pochi minuti dopo l’apertura al pubblico. All’interno c’erano il direttore e una dipendente, mentre una seconda lavoratrice stava per entrare, quando si accorse della presenza dei banditi e dette l’allarme.  La banda era scappata con circa un milione di euro.

Erano riusciti a sottrarre un milione di euro, nel novembre scorso, alla banca Credite Agricole di piazza Ascoli, e stavano preparando un nuovo colpo tra le province di Milano e Torino, ma erano tutti originari della Campania. Sono sette i componenti della banda autori del colpo del 3 novembre scorso arrestati dalla polizia. I rapinatori erano entrati nella banca con delle maschere in lattice accedendo dalle fogne e percorrendo la rete sotterranea per 600 metri. Erano poi fuggiti facendo perdere le proprie tracce. Le forze dell’ordine hanno accertato che la rapina era stata preparata con molta attenzione dal mese di agosto, preparando un covo in via Montepulciano dal quale hanno scavato il buco. L’intera banda è stata rintracciata a partire dai veicoli utilizzati nella rapina e la polizia è poi risalita alle utenze telefoniche. Le prime due utenze trovate sono state quelle di un rapinatore all’interno della banca e di un complice che faceva il palo su un’automobile in movimento. La polizia ha quindi scoperto che l’auto era stata ripresa da alcune telecamere. L’analisi a cascata delle utenze ha poi permesso di trovare gli altri membri della banda. Sono stati individuati, inoltre, una serie di appartamenti di appoggio che sono stati utilizzati dai criminali per mettere a punto la rapina e per nascondersi. In questi covi sono stati trovati trapani, sacchi di terra e altri strumenti utilizzati per scavare il cunicolo. È stato necessario anche monitorare le fogne per capire quali sono stati i punti di fuga: sono stati trovati dei tombini saldati per evitare che le forze dell’ordine intervenisseero durante la rapina. I rapinatori arrestati oggi hanno dai 62 ai 26 anni, alcuni sono parenti tra loro: ci sono due fratelli e due cognati.
I sette membri della banda sono stati arrestati per rapina e resistenza aggravata, dato che hanno minacciato con pistola alla tempia il direttore davanti alla vetrina della banca per scoraggiare l’ingresso delle forze dell’ordine. Nel covo di via Montepulciano è stato trovato un vero e proprio magazzino con strumenti per scavare, gli altri appartamenti utilizzati dalla banda sono in via Washington, in via Torricelli e in via Brioschi. Tre dei rapinatori erano già stati arrestati o indagati per rapine in banca, gli altri erano comunque a contatto con pregiudicati, ed erano quindi a conoscenza delle tecniche di indagine. Comunicavano tra loro solo via SMS e utilizzando soprannomi. Le maschere sono state acquistate a Pescara per depistare le forze dell’ordine, due di esse erano diverse, probabilmente per rendere riconoscibili i membri della banda con ruolo di programmazione. Dalle indagini è inoltre emerso che la banda aveva effettuato dei sopralluoghi dall’esterno e delle telefonate per capire i movimenti dei dipendenti, dato che l’accesso alla filiale era impedito dalle norme anticovid. Nel covo di via Montepulciano sono state sequestrate anche delle schede di videocamere, che devono ancora essere analizzate, dalle quali potrebbero emergere nuovi dettagli sull’organizzazione della rapina.
Da quanto emerso dalle indagini, i colpi in programma avevano come obiettivi banche di Poirino (TO) , Muggiò (MB) e Gorgonzola (MI). Non erano state prese di mira le fogne ma le cantine, con studi preparatori per capire la migliore via di accesso. (MiaNews)

 

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