Covid, ambulanti in corteo bloccano il traffico [VIDEO]

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Gli ambulanti che erano in presidio davanti alla stazione Centrale di Milano si sono mossi in corteo verso corso Buenos Aires, bloccando il traffico. Hanno cartelli e striscioni contro le chiusure e lanciano slogan. “Vogliamo lavorare” . Chiedono di poter riaprire e di ottenere ristori immediati. “Siamo gli unici ancora chiusi -dicono -. E’ giusto che riaprano le scuole, molti negozi riapriranno o non sono mai stati chiusi: noi chi siamo? I nemici sociali?”.

“Siamo qui a manifestare perché sono 14 mesi che non lavoriamo, noi facciamo fiere e sagre e quindi siamo chiusi dall’anno scorso. Ne abbiamo abbastanza di questa situazione, siamo esasperati”, ha spiegato Luca Cacioppo, presidente Euroimprese, fiere e sagre. “Sono arrivati dei piccoli aiuti, che abbiamo dovuto ridare con le tasse. Adesso con il Decreto Sostegni non ci arriverà quasi niente, e noi come andremo avanti? Se non saremo ascoltati, la nostra protesta continuerà”. I manifestanti hanno chiesto il diritto al lavoro con cori e cartelli, raccontando alcune delle proprie storie con il megafono. Antonella, ad esempio, ambulante da 30 anni, racconta tra le lacrime che verrà sfrattata se non riuscirà a compensare le perdite dell’ultimo anno. La richiesta di riapertura si accompagna quindi a quella di indennizzi per le perdite del 2020.
“Abbiamo presentato dei protocolli di sicurezza sulla base delle fasce di rischio, abbiamo parlato con il governo e le istituzioni, ma non è cambiato nulla”, ha aggiunto Cinzia Veneziano di Confeventi, la federazione unita di tutti gli organizzatori d’Italia.
“Gli ambulanti lombardi stanno subendo una doppia ingiustizia: i megastore stanno lavorando, anche se sono al chiuso, mentre noi che siamo all’aperto, con rischio zero, siamo chiusi”, ribadisce Alessandro Cozzolino di Usl. “In più per la prima volta ci stanno chiudendo senza darci alcuna indennità: almeno l’anno scorso Conte, quando ci ha chiuso, ha messo subito i soldi sul tavolo. Ora invece nessuno si pone il problema di come queste famiglie possano mangiare. Non si vive d’aria”. (MiaNews)

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