“Sono felice ed è un onore per me essere stata la prima ad essere vaccinata”. Lo ha detto la 50enne Adele Gelfo, operatrice socio sanitaria dal 1991 all’ospedale Niguarda: “Per ora mi sento bene. Stasera se non mi verrà la febbre farò la notte più protetta aspettando la seconda dose – ha continuato -. Significa molto questa vaccinazione perché protegge anche i nostri famigliari, è valore aggiunto alle protezioni che usiamo. Mi fido ciecamente del vaccino. Nel pomeriggio farò un pisolino e starò con le mie figlie perché mi aspetta la notte”. Gelfo lavora nel reparto di rianimazione ed è impegnata contro la pandemia già dalla prima ondata. “Prima della vaccinazione ci hanno fatto una visita medica e dato un foglio illustrativo” ha concluso.

Fabrizio Pregliasco

“Vaccinarsi è l’elemento determinante per proteggere la nostra famiglia e la comunità. Gli effetti della vaccinazione si vedranno quando il 20/30 per cento della popolazione si sarà vaccinata. È ovvio che bisognerà raggiungere il 60/70 per cento per la ‘famosa’ immunità di gregge. Ho fatto il vaccino e sto bene. È doveroso eseguire la vaccinazione, è l’unico modo per uscire da questo tunnel. Oggi è un punto di partenza simbolico, ci dice che possiamo cominciare a guardare con speranza al futuro”. Lo ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, fra i primi 7 a vaccinarsi per il Covid all’ospedale Niguarda in qualità di presidente dell’Anpas, Associazione nazionale pubbliche assistenze.

 

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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