Sentitela, la nuova assurdità. I supplenti a tempo.

Davvero ci sono delle cose che mi fanno incazzare come una bestia. Tra queste il fatto che i diritti dei bambini non siano rispettati. Un diritto inalienabile dei bambini, prioritario rispetto a qualunque altro diritto, che sia sindacale o di qualunque altro tipo, è di avere l’istruzione che meritano. La scuola è un diritto inalienabile. Fondamentale.

Ora, i bambini sono stati i più colpiti dal lockdown. Hanno pagato il prezzo più alto. Per salvare la vita ai nonni, abbiamo sacrificato mesi di scuola, e socialità, e insegnamento. La scuola è fatta per i bambini, ma la realizzano con la loro passione e i loro lavoro gli insegnanti. Per questo quando leggo, come ho fatto stamattina, che le lezioni sono già iniziate ma che sono ancora migliaia le cattedre scoperte. Sedicimila cattedre: ovvero sedicimila posti non occupati. Ovvero sedicimila classi che hanno un docente in meno. Sapete perché? Lo dice il Corriere: la graduatoria provinciale da cui prendere i docenti che mancano è pronta ma non si tocca, fino a quando non saranno esaminate tutte le domande e i tempi sono lunghi perché sono tantissime, i candidati sono 112 mila e occorre valutare titoli e verificare i punteggi. «La fase di revisione è ancora in corso», spiegano al provveditorato, ed è vietato chiamare dalle vecchie graduatorie. La burocrazia ferma i bambini, e arriva prima dei bambini. E questo è inaccettabile.

Siamo un Paese strano, dove la burocrazia viene prima dei bambini. Del resto non dovrei stupirmi, secondo i dati le famiglie spendono due miliardi e mezzo in forniture per animali e neanche un miliardo in spese per l’infanzia.

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