Episodio di violenza in una banca nel milanese. Ieri mattina un impiegato di una filiale UBIBanca di Opera è stato aggredito da un uomo, che lo ha percosso fino a rompergli un polso. La notizia è stata resa nota oggi.
“Da quello che abbiamo saputo parlando con il direttore e una nostra delegata – spiega il segretario generale della First Cisl di Milano, Marco Berselli – l’aggressore è il figlio di una signora che si era rivolta allo sportello bancario il giorno precedente, lunedì 18, e che si era molto risentita perché  non voleva sottoporsi alle misure di sicurezza per l’emergenza Coronavirus, e quindi se n’era andata”.  La cliente si è, però, ripresentata ieri, accompagnata dal figlio (un uomo descritto come alto e muscoloso), il quale, mentre la madre svolgeva regolarmente le sue pratiche, ha perso la calma, ha cominciato ad inveire contro gli impiegati e ha quindi aggredito un cassiere.
“E’ un fatto inaccettabile – aggiunge Berselli – e purtroppo non è il primo in Italia. I lavoratori degli sportelli anche durante il lock-down hanno continuato a restare in attività e si sono trovati esposti a rischi assurdi. A parte gli episodi di violenza vera e propria, molti sono stati aggrediti verbalmente da clienti che li hanno trasformati in bersagli della loro rabbia. Tante persone identificano erroneamente i bancari con i grandi banchieri. Ma non sono i bancari a determinare le strategie degli istituti, a ritardare l’erogazione dei finanziamenti o l’anticipo della cassa integrazione”.
Dal 18 maggio è consentito l’accesso agli sportelli anche senza appuntamento, sia pure con un flusso “regolato” in base al numero di persone presenti (in caso di grande affluenza può quindi capitare che qualcuno non venga ricevuto). L’eliminazione della modalità “con appuntamento” in vigore durante il lock-down sta provocando un aumento considerevole e problematico dei clienti, con code fuori dalle filiali. Sull’accaduto stanno indagando i carabinieri.
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