Report a cura di SIMONE SCAVO

Dalla Landa degli Unicorni nella giornata palindroma 02022020 sono tornati a Milano gli eroi del power metal Gloryhammer per cantare le loro avventure contro i goblins e a supporto di tale missione sono stati affiancati in apertura dagli sconosciuti Nekrogoblikon e dagli italiani Wind Rose che sempre più consensi stanno riscuotendo in Europa. Uno show fissato inizialmente al Legend Club dove avevano già suonato 2 anni fa, ma che per la grande richiesta di biglietti è stato preventivamente spostato all’Alcatraz.

WIND ROSE
Alle 19.05 la battaglia è iniziata con i Wind Rose forti del convincente ultimo lavoro “Wintersaga” e una saga dei Nani è quella che ci propongono, complice l’aspetto e l’abbigliamento dell’arcigno vocalist Francesco Cavalieri, che sembra appena uscito da Warcraft e pronto a condurre i presenti per le vie di Moria verso nuove avventure. Un power metal con innesti folk con efficaci e onnipresenti imponenti cori preregistrati su basi è quello che riecheggia per l’Alcatraz per l’occasione allestito in configurazione palco B. Non fanno prigionieri, la loro esibizione è mostruosa e d’impatto, con azzeccati abiti di scena. Coinvolgenti davvero con brani come “Drunken Dwarves” e la conclusiva battagliera “To Erebor”. Il pubblico ha ben apprezzato il loro show, dimostrando anche di conoscere i loro brani. Hanno proprio spaccato come solo i nani sanno fare!

NEKROGOBLIKON
Nota dolente dell’intero concerto l’esibizione del gruppo californiano decisamente sconosciuto qui in Europa nonostante 4 album ed un EP alle spalle. Il sound proposto è un melodic death metal con inserti melodici più che altro per le parti in clean vocals. Musicalmente fuori contesto, al di là di ciò è la qualità delle canzoni che lascia a desiderare, come un’accozzaglia di riff messi a caso per arrivare ad un chorus melodico. Formazione che punta a rafforzare la propria esibizione con la presenza sul palco di un goblin impigiamato a saltare ed incitare il pubblico, risultando quasi grottesco e un po’ patetico. Un’agonia che dura una quarantina di minuti, ancora ci si chiede come mai siano stati scelti.

GLORYHAMMER
Durante i 30 minuti di attesa per il cambio palco, lentamente prende forma lo stage che vedrà protagonisti gli eroici musicisti condotti dal vocalist McFife. Sullo sfondo un grande telo rosso con illustrata parte della copertina del loro ultimo lavoro “Legends from Beyond the Galactic Terrorvortex” uscito lo scorso anno che aveva l’arduo compito di superare l’eccellente predecessore, rivelandosi comunque un buon album. Sono le 21.00 quando cala l’oscurità e i Masters of the Galaxy salgono on stage sulle note dell’intro “Into the Terrorvortex of Kor-Virliath” seguito a bomba dall’opener “The Siege of Dunkeld (In Hoots We Trust)”, ripercorrendo l’ordine dell’ultimo album: l’apoteosi tra cori e luci violente con McFife a sfoggiare la nuova armatura e gli abituali occhiali da sole galattici da inizio show. Segue l’altro singolo “Gloryhammer”, un inizio devastante con ritornelli da cantare e con il vocalist come sempre eccezionale a riproporre i passaggi vocali come su disco. Rispetto al passato show datato 2018 gli abiti di scena sono cambiati, più curati come ad esempio McFife ha ora un fluttuante mantello oltre ad un nuovo taglio di capelli e il bassista Hootsman è meno barbaro e più raffinato. Al di là dell’aspetto estetico quello che più conta è la musica e i Gloryhammer la suonano alla grande. La scaletta è ottima spaziando tra i classici e tra i migliori episodi dell’ultima release (“Hootsforce” un tripudio che ci ha fatti saltare). Non sono mancati gli elementi tipici del gruppo come il Martello Astrale, protagonista anche nell’acclamata traccia “Legend Of The Astral Hammer” e portato/lanciato da un goblin salito sul palco, l’inno a Hootsman e la “lotta” con l’incappucciato tastierista Zargothrax. In aggiunta c’è stata “l’esplosione” del Goblin, tanto da lasciarne solo la testa, causata dalle grida del pubblico perché come ci è stato insegnato “Goblins hate the screams”; il siparietto con il pubblico, dove però questa volta McFife è rimasto fregato perché è arrivato veramente qualcuno a Milano volando: uno spettatore dall’Australia ! A differenza del passato però il tutto è stato meno “tamarroso” e più bilanciato, tanto che Hootsman nonostante il suo spazio con sventolio di bandiera e sua canzone tema (The Real Hootsman), non solo ha bevuto poca birra, ma soprattutto hanno omesso il classico rito della sua incoronazione a fine show. Ad ogni modo è stato un grande concerto che non ha tradito le aspettative, l’Alcatraz palco B era pieno e decisamente devastanti sono state le tracce “Universe On Fire”, “Rise Of The Chaos Wizards” e “The Hollywood Hootsman”. Uno show di pura adrenalina e allegria. I Gloryhammer continuano a crescere, come dimostra l’affluenza, sono una garanzia per il divertimento e la qualità, una delle migliori nuove leve del power metal.
E il modo migliore per congedarsi è Hoots Hoots Hoots !!!

Scaletta

Into the Terrorvortex of Kor-Virliath (intro)
The Siege of Dunkeld (In Hoots We Trust)
Gloryhammer
Angus McFife
Magic Dragon
The Land of Unicorns
Questlords of Inverness, Ride to the Galactic Fortress!
The Real Hootsman
The Hollywood Hootsman
Goblin King of the Darkstorm Galaxy
Legend of the Astral Hammer
Masters of the Galaxy
Hootsforce

-encore-

Infernus Ad Astra (intro)
Rise of the Chaos Wizards
Universe on Fire
The Unicorn Invasion of Dundee
The National Anthem of Unst (outro)

Le foto del concerto dei GLORYHAMMER tenutosi il 02/02/2020 presso l’Alcatraz di MILANO.

Special guest: Nekrogoblikon + Wind Rose
Foto a cura di: MARCO BRAMBILLA.
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