L’incidente di ieri mi ha fatto ritornare in mente quello di Pioltello. Anche allora, il problema era la manutenzione. Certo, per motivi diversi. Là, e c’è un processo in corso, con tutta probabilità è stato un giunto corroso dal tempo, o da chissà cos’altro, a causare uno dei disastri più dolorosi di sempre. Qui, invece, con tutta probabilità uno scambio aperto dopo lavori di manutenzione. In entrambi i casi l’effetto sugli italiani è lo stesso: si ha paura di muoversi. E’ un problema grosso, che sta diventando enorme. Il ponte di Genova ci induce, quando imbocchiamo un viadotto, a chiederci se saremo vivi una volta che lo abbiamo attraversato. I treni regionali, i trasporti locali, hanno sempre problemi. In metropolitana si cade, a Pioltello ci sono stati morti. E ora, anche la modernissima Freccia Rossa, con l’alta velocità, registra un problema di reputazione enorme. C’è da cambiare molto. Da rendere trasparenti le manutenzioni. Da informare, continuamente. E non da nascondere. Io ricordo che su Pioltello, quando scrissi e pubblicai la foto del giunto, mi arrivarono grandi pressioni. Occorre un cambio di strategia, netto. Iniziare a dire che certe cose vanno e certe cose non vanno. E non trincerarsi sempre dietro alla stessa motivazione: allargare le braccia e dire che è stata una fatalità. Il trasporto pubblico si basa sulla fiducia e sulla reputation. Se la gente muore, non basteranno tutte le Grete del mondo a convincere gli scettici. E la replica che pure i ponti cadono, non migliora di certo la situazione.

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