Ancora una volta siamo costretti a tornare su Craxi. Ieri sera in consiglio comunale i consiglieri del Pd hanno deciso di non decidere. Attenzione, perché questa è la summa di tutto quello che è orrendo nel Partito Democratico e del perché Beppe Sala dovrebbe pensarci non bene, ma benissimo, prima di ragionare su ruoli nazionali che non siano solo ed espressamente governativi. Primo: ricorrono i 20 anni dalla morte di Bettino Craxi. Le posizioni sono chiare, attorno al Partito Democratico. Per la destra bisogna assolutamente intitolargli una via. Per il Movimento 5 Stelle assolutamente no perché era un ladro e un imbroglione eccetera eccetera. Entrambe le posizioni, essendo una decisione aut aut, sono perfettamente legittime. Secondo: il sindaco, che su queste cose ha una intelligenza come pochi, spiega che bisogna discuterne in consiglio comunale. Di fatto, mettendo la palla nelle mani del Pd. Il quale ha una grande opportunità. Può davvero aprire una discussione ampia, composita, su Bettino Craxi. Invece no. I giovani democratici, che dovrebbero essere i più inesperti, fanno la cosa giusta e cercano di organizzare un convegno. Sul quale però si abbatte la scure di Monguzzi&Pollastrini, forse – e questa è battuta per i cultori della storia della politica ambrosiana – perché sennò avrebbe dovuto spiegare lo scippo della segreteria a Scalpelli&Co. Dunque, niente dibattiti se non in consiglio.

Terza e ultima mossa: il Pd in consiglio comunale non ci capisce niente e – udite udite – rifiuta la propria centralità e rimanda tutto al sindaco. Decidi tu, caro sindaco, che noi non siamo capaci. Certificando così l’inutilità dal punto di vista politico. Ora il sindaco deciderà con tutta probabilità per una targhetta, adducendo come pretesto il fatto che il Pd non ha avuto il coraggio di avviare una discussione. Attenzione: non di prendere la decisione di intitolare una via. Non è di questo che si tratta. Ma di avviare una discussione. La città? Non è stata minimamente coinvolta. Se ne riparlerà forse tra cinque anni, per il 25esimo. O forse al cinquantesimo della morte. Oppure nel 2034, centenario della nascita. Forse per allora ci sarà più voglia di dividersi sulle idee, o forse nessuno si ricorderà più nulla e il dibattito, tristemente, se lo sarà portato via il tempo insieme ai nostri capelli scuri. In tutto questo, mi rimane una domanda, un po’ amara: ma se il Pd non è capace di avviare un dibattito, con quale coraggio vorrebbe influenzare l’attività della giunta? E mi sovviene una certezza: il secondo mandato di questo sindaco, se ci sarà, sarà un monocolore Sala. Il Pd farà da comprimario, una volta esaurito il non scarso ruolo elettorale.

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