“Pace in tutte le terre”, marcia per la pace promossa da Sant’Egidio

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Oggi, mercoledì 1 Gennaio 2020, in occasione della celebrazione della 53° Giornata Mondiale della Pace, la Comunità di Sant’Egidio invita a cominciare il nuovo anno chiedendo un mondo più giusto e umano, in cui sia bandita la guerra e la violenza, e andando incontro ai tanti poveri che attendono frutti di pace. Il mondo è una “casa comune” e tutti siamo chiamati a prendercene cura. “In questo momento siamo fortemente preoccupati per le troppe guerre ancora in corso e il terrorismo che ha colpito la Somalia, il nord del Mozambico e vari Paesi del Sahel, come la Nigeria, il Burkina Faso, il Mali e il Niger, di cui si parla troppo poco. A soffrirne più di tutti sono i poveri che hanno diritto alla pace attraverso il dialogo e la riconciliazione. Ma dobbiamo farci carico anche di tutte le terre ferite dallo sfruttamento della natura che attendono una “conversione ecologica” si legge in un comunicato. Per questo Sant’Egidio organizza, per il giorno di Capodanno, marce, manifestazioni e iniziative pubbliche in centinaia di città di tutti i continenti. A Milano, la Comunità di Sant’Egidio promuove una marcia, che partirà alle 16 dalla chiesa di San Vito al Pasquirolo (largo Corsia dei Servi, corso Europa), luogo in cui si riunisce in preghiera la Chiesa ortodossa russa. Verranno ricordati i nomi di tutti i Paesi ancora coinvolti dai conflitti e dalla violenza nei diversi continenti; si ascolteranno testimonianze di persone provenienti dai paesi in guerra e segnati dalla violenza, in particolare dal Sudan e daEl Salvador. La marcia giungerà poi in Duomo per la solenne Liturgia presieduta dall’Arcivescovo Delpini.

Nel messaggio per la Giornata della Pace 2020, “La Pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica”, Papa Francesco afferma in modo chiaro che “la nostra comunità umana porta, nella memoria e nella carne, i segni delle guerre e dei conflitti che si sono succeduti, con crescente capacità distruttiva, e che non cessano di colpire specialmente i più poveri e i più deboli”. Il pensiero del Pontefice va “ai tanti uomini e donne, bambini e anziani, a cui sono negate la dignità, l’integrità fisica, la libertà, compresa quella religiosa, la solidarietà comunitaria, la speranza nel futuro. Tante vittime innocenti si trovano a portare su di sé lo strazio dell’umiliazione e dell’esclusione, del lutto e dell’ingiustizia, se non addirittura i traumi derivanti dall’accanimento sistematico contro il loro popolo e i loro cari”.
In questa occasione la Comunità di Sant’Egidio invita a vivere la vicinanza ai profughi nelle nostre città e ribadisce la proposta concreta dei corridori umanitari che stanno permettendo l’arrivo in sicurezza di persone in fuga dalla Siria e dal Corno d’Africa.

 

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