Sometime in your life, arte dal Ghana a Milano

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Lorenzelli Arte, galleria di Corso Buenos Aires 2 a Milano, riprende la stagione espositiva con la mostra dell’artista ghanese Serge Attukwei Clottey dall’11 ottobre al 31 dicembre. Nato nel 1985 ad Accra (Ghana), dove vive e lavora, Clottey è conosciuto a livello internazionale per le sue partecipazioni a numerose occasioni espositive in Europa e negli Stati Uniti, ultima delle quali al quartier generale di Facebook a San Francisco nel 2018, dove ha realizzato la monumentale installazione dell’opera Kusum Gboo Ga (La tradizione non muore mai). La mostra Sometime in your life che apre l’11 ottobre da Lorenzelli Arte propone una serie di opere realizzate apposta per l’occasione e fornisce uno spaccato delle nuove tendenze e delle sfide che affrontano gli artisti africani contemporanei per capire il contesto in cui nascono questi lavori, ovvero il panorama culturale, sociale ed economico da cui provengono.

Centrale nel lavoro di Clottey è il dialogo con la storia culturale e politica del suo paese, il Ghana. Le opere esposte, enormi tappeti, costituiti da tessere di plastica gialla unite fra loro da fili di rame, sono realizzate utilizzando le taniche gialle che l’artista, insieme al suo collettivo, ha raccolto per le strade e le spiagge di Accra. Questi contenitori, i gallons, furono portate dall’Europa durante l’era coloniale e costituiscono un immenso problema ecologico in Ghana, dove esistono poche iniziative per lo smaltimento e il riciclaggio. Conosciuti come gallons ‘Kufuor’ – da John Kufuor, il secondo presidente della Quarta Repubblica del Ghana – queste taniche sono storicamente legate a gravi carenze idriche ad Accra. I gallons vennero portati in Ghana dall’occidente, dall’Europa principalmente, come contenitori per olio da cucina o benzina, e furono quindi riutilizzati dalla popolazione ghanese per conservare acqua e far fronte al grave problema della siccità. Attukwei, mosso dall’obiettivo di restituire alla zona di provenienza un oggetto con una forma ma soprattutto con un valore diverso, iniziò a reinventare la finalità di questi oggetti come concetto fondante di un movimento artistico che chiamò Afrogallonism, che si può definire un riuscito esperimento di giustizia ambientale e sociale. L’idea dell’Afrogallonism è quindi quella di cambiare la forma di un oggetto, diventato simbolico per la popolazione e che rappresenta un grandissimo problema per il suo paese, attraverso un concetto artistico che esplora la relazione tra l’oggetto stesso e il consumo e le necessità per la vita dell’Africa moderna. Attukwei trasforma il rifiuto in arte, attraverso materiale facilmente disponibile e a fortissima valenza politica, indagando la potente rappresentatività degli oggetti di uso comune e quotidiano ed esplorando narrazioni personali e politiche profondamente radicate in storie di scambi e di migrazioni.

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